È stato già definito Vaticano Plastic Free il nuovo corso ecologista della Santa Sede per tutelare l’ambiente che ci circonda e combattere l’inquinamento. Forte dell’enciclica «green» di Papa Francesco, Laudato Si’, lo Stato della Chiesa ha deciso di incrementare la campagna di abbandono degli oggetti monouso, la cui vendita dovrebbe sparire completamente entro la fine dell’anno. In questo modo ci si propone di passare dall’attuale 55% di raccolta differenziata ad un ben più promettente 70-75% nel giro del prossimo triennio.

Spiagge Plastic Free e senza sigarette

Del resto, già da adesso si nota come il progetto Vaticano Plastic Free stia dando i suoi frutti: a differenza di quanto accade tra le strade di Roma dove vige un vero e proprio allarme rifiuti, girando tra le strade dello Stato nel cuore della capitale ci si accorge della presenza di marciapiedi intonsi, privi anche della più piccola carta abbandonata, mentre i cassonetti sono ben riposti in apposite nicchie per evitare che vadano ad intaccare l’immagine immacolata dell’intera area. Del resto, il sistema di raccolta dei rifiuti qui già è piuttosto preciso e avanzato, infatti da circa cinque mesi è scattato un programma di raccolta dell’umido coadiuvato da catene di economia circolare.

Anche il Vaticano diventa Plastic Free.

Ad esempio, si provvede a fare in modo che i rifiuti organici e gran parte del materiale di potatura venga rielaborato per farne del terriccio da compost. Come ha spiegato Rafael Ignacio Tornini, responsabile del Servizio Giardini e Nettezza Urbana, il Vaticano sta cercando di immettere in circolazione una quantità di rifiuti minima, cercando di riutilizzare gli scarti come concime per i giardini sia alla Santa Sede che a Castel Gandolfo. Lo smaltimento, invece, viene effettuato in Italia seguendo delle rigide regole per evitare sprechi e dispersione del materiale organico nell’ambiente.

Vaticano Plastic Free, Tornini: «Sentiamo molto il problema della plastica»

Raggiunto dall’Ansa, Rafael Ignacio Tornini ha spiegato minuziosamente come si sta operando Oltretevere in tema di raccolta differenziata e lotta alla plastica e al materiale monouso. Innanzitutto ha spiegato che esistono due macro-categorie di rifiuti, quelli urbani e quelli speciali. Questi ultimi già a partire dal 2016 sono stati destinati ad una nuova isola ecologica, salvo poi accorgersi che era ancora troppo piccola per operare al meglio. E così due anni dopo è stata ampliata e potenziata, ed ora riesce ad occuparsi di ben 85 codici di rifiuti UE. Per il momento, in questi primi mesi del nuovo anno, il Vaticano Plastic Free è riuscito a raggiungere una quota del 2% dell’indifferenziato, mentre il restante 98% è differenziato.

Tramite questo sistema è possibile smaltire tutti quei materiali che possono essere recuperati e riciclati. Tra questi ci sono le batterie del piombo, di cui alla Santa Sede viene riconosciuta una quota parte, o anche carta e olio alimentare. Invece, per quanto riguarda l’olio delle macchine, in alcuni casi si riesce a smaltirlo a costo zero, mentre se ciò viene fatto senza rispettare le regole, spesso bisogna pagare ingenti somme di denaro. L’obiettivo di Torgnini è quello di arrivare entro il 2020 ad una quota di 0 virgola dell’indifferenziato, allo scopo di giungere finalmente a: «Chiudere un cerchio completamente virtuoso».

La Santa Sede non userà più plastica monouso.

Passando invece al rifiuto urbano, la Chiesa cattolica quando nel 2016 ha dato il via al suo impegno ecologista è partita da una percentuale del 35% di differenziazione, mentre oggi è già arrivata al 55%. Anche in questo caso il responsabile del Servizio Giardini e Nettezza Urbana ha rivelato come il grande obiettivo sia quello di arrivare almeno al 70% nell’arco di tre anni. A questo punto il discorso è scivolato proprio sul progetto Vaticano Plastic Free, con Torgnini che ha sottolineato quanto Oltretevere si avverta il problema della plastica: già da tempo, infatti, ci si stava impegnando a raccoglierla al meglio, ma adesso è stato fatto un ulteriore passo in avanti, con i vertici dello Stato che hanno deciso di mettere al bando la vendita degli oggetti monouso, infatti in questo momento si stanno utilizzando le scorte, e quando queste saranno completamente esaurite: «Qua dentro non si vendono più».

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