Vasca votiva a Noceto: museo della civiltà delle terramare

Allestita e inaugurata l'esposizione permanente incentrata sull'età del Bronzo in pianura Padana

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vasca votiva
Il ritrovamento archeologico a Noceto

Un reperto della cultura delle terramare che fornisce maggiori informazioni sull’età del Bronzo è il fulcro del museo della Vasca votiva. Il Comune di Noceto, in provincia di Parma, ha allestito un’esposizione permanente sulla civiltà della pianura Padana preistorica.


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Cos’è la Vasca votiva di Noceto?

La costruzione aveva probabilmente una funzione rituale come testimoniano i vasi e le figure antropomorfe rinvenute all’interno. Gli scavi ottocenteschi realizzati per le cave di terra fertile hanno distrutto l’abitato antico che sorgeva su un terrazzamento. Il villaggio era dotato di palizzate e terrapieni e case disposte secondo criteri di edilizia che considerano il rango sociale e la funzionalità. Il bacino rinvenuto nel 2005 e in cui si raccoglieva l’acqua era grande 12×7 metri e delimitata da assi e fermata da pali. Per la sua realizzazione le genti che vivevano nella terramare hanno scavato una fossa più grande e profonda.

La civiltà delle terramare

Nell’età del Bronzo medio e recente nella zona delle province di Cremona, Mantova, Verona e parte dell’Emilia si sviluppa una cultura differente. Gli studiosi ritengono che la struttura sociale fosse la comunità e non clan di persone unite da parentela. La civiltà delle terramare è dotata di un’organizzazione interna e di conoscenze tecnologiche ed edili avanzate. Oltre a difendere gli abitati creando aree sopraelevate, gli abitanti hanno disboscato l’area e regimato le acque. Le modifiche al territorio sono infatti finalizzate alla coltivazione di cereali e all’allevamenti di bovini e ovini. Nell’economia rivestiva importanza anche l’artigianato.

Il museo della Vasca votiva

Dopo il recupero del bacino, l’amministrazione di Noceto ha allestito un percorso incentrato sull’Età del Bronzo in pianura Padana. Il museo appena inaugurato presenta i materiali rinvenuti negli scavi della terramara con manufatti in legno, ceramica e utensili da lavoro, oltre ad aratri. Attraverso ricostruzioni e video l’esposizione descrive quindi il modo di vivere delle genti dell’Italia preistorica.