Varianti Covid-19: utilizzare alfabeto greco per evitare stigmatizzazioni

L’Oms ha deciso che saranno usate, per le varianti di preoccupazione, le lettere dell’alfabeto greco, per evitare denominazioni geografiche (stigmatizzanti) o numeriche (difficili da usare): la “variante indiana”, per esempio, si chiamerà “Delta”

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Alfabeto greco

Alpha, Beta, Gamma e Delta. Sono i nuovi nomi che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha deciso di associare alle più famose varianti del Coronavirus. Quindi d’ora in poi niente più inglese, indiana, sudafricana o altri appellativi che facciano riferimento alla presunta provenienza di una forma mutata del virus: al loro posto verranno usate le lettere dell’alfabeto greco, al fine di evitare la stigmatizzazione del Paese in cui la variante viene scoperta.

Alfabeto greco: Qual è il motivo di questa decisione? 

La decisione di utilizzare questo sistema di denominazione è arrivata dopo mesi di discussioni con esperti che hanno preso in considerazione una serie di altre possibilità, per esempio i nomi degli dei greci, come ha riferito il batteriologo Mark Pallen a The Guardian. Le lettere greche non andranno tuttavia a sostituire i nomi scientifici (composti da numeri, lettere romane e punteggiatura), ma servono principalmente per semplificare la dicitura comune e distinguere più chiaramente le varianti, evitando lo stigma e la discriminazione dei nomi legati ai luoghi di rilevamento. L’OMS al riguardo afferma: “Anche se hanno i loro vantaggi, questi nomi scientifici possono essere difficili da pronunciare e ricordare e sono inclini a segnalazioni errate. Di conseguenza, le persone ricorrono spesso a chiamare le varianti in base ai luoghi in cui vengono rilevati, il che è stigmatizzante e discriminatorio”.


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Ricordare serve a non ripetere gli errori di ieri

Storicamente le malattie hanno spesso preso il nome dai luoghi in cui si pensava si fossero sviluppate, come il virus Ebola, che prende il nome dal fiume congolese. Tuttavia, tali associazioni possono essere dannose per quei luoghi e sono spesso imprecise, come nel caso dell’ “influenza spagnola” del 1918, le cui origini sono tutt’ora sconosciute.

I gruppi estremisti

I gruppi anti-estremisti statunitensi hanno affermato che un aumento degli attacchi contro gli asiatici-americani è in parte dovuto alla campagna razzista di Donald Trump, che ha definito il Covid-19 il “virus cinese”. Il successore di Trump alla presidenza, Joe Biden, ha firmato questo mese una legge sui crimini d’odio per proteggere coloro che hanno subito un’ondata di attacchi durante la pandemia.