Variante Delta: l’Inghilterra e il “caos dei dati”

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La variante Delta in Inghilterra della pandemia è da non prendere sotto gamba ma nemmeno da strumentalizzare. Le positività dei vaccinati e non sono in rialzo ma è bene non dare dati incompleti senza spiegare bene la situazione che si sta presentando nella Gran Bretagna. L’Ansa ha rilanciato dei dati sulla questione della Variante Delta che però sono prematuri e possono indurre a pensare che l’incubo non sia ancora finito.


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Variante Delta: cosa dice L’Ansa?

I dati che l’Ansa ha comunicato sono stati pubblicati da Public Health England (Phe) e citati anche dal Guardian. I dati a prima lettura indicano: in Inghilterra finora sono morte in totale 42 persone per la variante Delta del Covid (quella indiana) e di queste 12 avevano ricevuto doppia dose di vaccino da almeno 14 giorni. Quanto agli altri 23 non erano vaccinati e sette avevano ricevuto la prima dose da almeno 21 giorni.

Inoltre il 90 percento dei nuovi casi in Inghilterra è dovuto alla mutazione Delta che mostra un tasso di diffusione più elevato del 60 percento in ambito familiare rispetto alla variante Alfa. Ovviamente dopo aver letto questi dati la preoccupazione cresce perché si potrebbe pensare ad una nuova epidemia in atto, ma non è questa la realtà. I dati vanno analizzati nel complesso e non solo basandosi sui numeri e statistiche fini a se stesse che non vanno a fondo del problema. Il ceppo dominante è stato identificato a Stockton, Middlesbrough, Redcar e Cleveland, Hartlepool e Darlington.

Variante Delta: quanti sono i nuovi casi?

Ci sono stati quasi 30.000 nuovi casi nel Regno Unito della variante la scorsa settimana. I funzionari affermano anche che due dosi del vaccino forniscono “una protezione significativamente maggiore” di una. Arriva mentre l’Ufficio per le statistiche nazionali stima che le infezioni da coronavirus continuano ad aumentare in Inghilterra, con una persona su 560 risultata positiva.

Ma l’OMS non ha riscontrato un aumento evidente delle infezioni in Galles, Scozia e Irlanda del Nord. La variante Delta identificata per la prima volta in India è ora la variante dominante nel Regno Unito. Il virus viene monitorato da vicino da PHE che sta utilizzando nuovi test di geno tipizzazione per rilevare la variante più rapidamente man mano che i casi continuano ad aumentare.

I dati sono fuorvianti

L’analisi dei tassi di ricovero ospedaliero suggerisce che le persone infette dalla variante Delta hanno il doppio delle probabilità di finire in ospedale rispetto a quelle con Alpha. I numeri sono prematuri e vanno ricontrollati con le vaccinazioni completate perché si ha capito che l’efficacia dei vaccini sono la soluzione alla diminuzione dei casi. Su 33.000 casi analizzati da PHE e confermati essere la variante Delta da febbraio 223 sono stati ricoverati in ospedale: la maggior parte non era vaccinata o aveva ricevuto solo una dose e 20 persone erano completamente vaccinate.

Cosa ha detto la Dottoressa Jenny Harries?

Nel Regno Unito più della metà di tutti gli adulti è stata completamente vaccinata con un vaccino contro il Covid e più di tre quarti ha ricevuto una dose. Ma questo significa che più di 10 milioni di adulti per lo più ventenni devono ancora assumere una singola dose. Man mano che più giovani vengono vaccinati, aumenterà la protezione contro la nuova variante. La dottoressa Jenny Harries, amministratore delegato dell’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito ha affermato infatti che “la vaccinazione è la nostra migliore difesa. Se sei idoneo ti invitiamo a farti avanti e a essere vaccinato. Ricorda che due dosi forniscono una protezione significativamente maggiore di una singola dose”. Tuttavia la Dotoressa Harries ha avvertito che mentre la vaccinazione riduce il rischio di malattie gravi non la elimina del tutto perché Delta è ” più trasmissibile dell’Alpha”. Sembra sempre più probabile che il governo annuncerà un ritardo nella rimozione delle restanti restrizioni Covid come previsto il 21 giugno.

Variante Delta: le parole di Adam Finn

Il professor Adam Finn membro del Comitato congiunto del Regno Unito per la vaccinazione e l’immunizzazione ha dichiarato alla BBC che l’attuale ondata di infezioni sta aumentando “più velocemente di quanto sperassimo ma i vaccini “funzionano. Più immunità della popolazione abbiamo, più piccola sarà questa ondata”, ha aggiunto. Nel frattempo secondo lo Scientific Advisory Group for Emergencies si stima che l’ultimo numero R o numero di riproduzione, in Inghilterra sia salito tra 1,2 e 1,4, in aumento rispetto a 1 e 1,2 della scorsa settimana. Se il numero R è superiore a uno il numero di casi continua ad aumentare.

Variante Delta: la giusta informazione contro l’esplosione dei dati

La domanda fondamentale è: cosa ci dicono davvero questi numeri? Mostrano l’incredibile potere dei vaccini ma non nascondono la preoccupazione. Nella maggior parte dei casi le persone che necessitano di cure ospedaliere sono quelli che non sono state ancora vaccinate. Sicuramente la variante Delta è più trasmissibile e i vaccini non sono ancora una difesa perfetta. Per alcune persone completamente vaccinate infatti c’è stato bisogno di cure ospedaliere e sono morte dopo aver preso la variante.

Questa variante rispetto ad Alpha ha la capacità di eludere parzialmente il sistema immunitario in alcune persone vaccinate. La preoccupazione da parte dei consulenti scientifici del governo è che una grande ondata estiva di questa variante più trasmissibile potrebbe ancora mettere sotto pressione il servizio sanitario. La cosa più importante quindi sarà vaccinare la popolazione più giovane. Nessuna variante potrà fare più danni di quella attuale se si continuerà con i vaccini, usando i più appropriati per le varie fasce di età.

Dove si concentra geograficamente la variante?

I dati Oms per la settimana fino al 5 giugno hanno rilevato che i tassi di infezione erano più alti nel nord-ovest dell’Inghilterra allo 0,5 percento e nel resto dell’Inghilterra erano dello 0,1 o dello 0,2 percento. E le scuole secondarie hanno avuto i più alti tassi di infezione (0,5 percento), seguite dai giovani adulti (0,4 percento) entrambi i gruppi che devono ancora essere vaccinati. I tassi più bassi (0,1 percento) sono stati negli adulti con più di 70 anni e tra i 50 e i 69 anni, la maggior parte dei quali è completamente vaccinata e quindi protetta in una certa misura contro l’infezione.

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