Vanguard 1 – 1958: il lancio del satellite artificiale USA

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Il 17 marzo 1958, Vanguard 1, ovvero un satellite artificiale statunitense, effettua il proprio lancio spaziale. Di fatto, il razzo segue i modelli precedenti Sputnik ed Explorer 1, con la caratteristica di trovarsi tutt’oggi, ancora in orbita. A fronte di ciò, il progetto artificiale americano diviene l’unico oggetto in orbita più datato, d’invenzione umana. Al tempo, anche primo satellite, con il montaggio dei pannelli fotovoltaici, di una tecnologia primitiva rispetto ad oggi.

Vanguard 1: quali sono le sue caratteristiche?

Dai diversi nomi, di cui Vanguard 1, Vanguard I, oppure con la designazione internazionale 1958 Beta. In realtà, un satellite artificiale che NASA lancia in orbita per la missione di un test, in seguito alla salita spaziale, di un veicolo a tre sequenze. Consegue l’obiettivo di controllo degli effetti, attraverso un razzo artificiale, durante il percorso gravitazionale, intorno alla Terra.

Il missile Vanguard 1 è una sfera in alluminio, dal peso di 1,47 kg e dal diametro di 16,5 cm. Inoltre, il veicolo comprende una batteria al mercurio con 10 mW, che consente la trasmissione su di una banda, a frequenza di 108 MHz. Da un lato, tale banda trova l’impiego dall’Istituto dell’anno geofisico internazionale, mentre in altro modo, la presenza di una seconda batteria. Con essa consegue una minore potenza e trasmissione di 5 mW, nella frequenza di 108, 03 MHz.

Sopra il corpo del satellite, c’è il montaggio di sei dispositivi di cellule solari, della misura di lato per ognuno, di quasi 5 cm. Tuttavia, Vanguard 1 si compone anche di sei antenne di 30 cm, con un’estensione delle medesime, fino alla parte sferica del satellite.

Di fatto, un trasmettitore in dotazione, che ha il compito di rilevamento di dati ed elaborazione di meccanismi d’ingegneria. Per un’altra funzione, l’apparato emettitore elettromagnetico serve per la determinazione totale, di cariche elettriche negative. A tale scopo, risulta indispensabile la ricezione magnetica, tra il satellite e la stazione che riceve il segnale, sul suolo terrestre.

Come avviene il lancio orbitale del satellite?

L’endoreattore veicolante di spinta e primo Vanguard, è il progetto iniziale americano, dal 1957 al 1959. In verità, l’idea di base è la messa in orbita, per la prima volta di un vettore artificiale USA. Ma il 6 dicembre 1957, il lancio fallisce e consegue il medesimo lancio con un secondo tentativo, attraverso il vettore americano Explorer 1, nel gennaio dell’anno dopo.

Con il missile Vanguard, il Naval Research Laboratory (NRL) mette in orbita il secondo satellite americano Vanguard 1, nel lancio del 17 marzo 1958. Tra le caratteristiche, i tre tempi del vettore con 23 metri di lunghezza ed un diametro di 1,14 metri, nella potenza del lancio orbitale, per un carico di 9 kg. Nelle due sequenze iniziali, l’alimentazione del veicolo avviene da un propellente allo stato liquido, mentre l’ultimo stadio impiega un combustibile allo stato solido.

Di fatto tre parti di sequenze, in cui nella prima il vettore utilizza ossigeno liquido e cherosene, mentre nella fase intermedia acido nitrico e nella terza il composto chimico UDMH. Con Vanguard avvengono dodici lanci, dove solo tre ottengono successo e mandano in orbita i missili americani Vanguard 1, Vanguard 2 e Vanguard 3.