Il 7 dicembre del 2002 due uomini si introdussero nel Van Gogh Museum attraverso una finestra e rubarono due dipinti di Vincent Van Gogh, Paesaggio marino a Scheveningen del 1882 e Una congregazione del 1884/85. I ladri fuggirono calandosi con una corda dalla finestra rotta, ma furono arrestati qualche tempo dopo. Condannati al carcere e al risarcimento del danno i due malfattori negarono le loro colpe senza collaborare per il ritrovamento dei dipinti. Per 14 anni se ne persero ogni traccia fino al settembre del 2016 quando le due tele furono clamorosamente recuperate dalla Guardia di Finanza nel corso di un’operazione contro una banda di narcotrafficanti internazionale.
Le due tele ritrovate sono fondamentali per la comprensione della prima stagione pittorica di Van Gogh, degli anni olandesi (1880-1885), in cui, influenzato dal seicento nordico e dalla sua vocazione frustrata di evangelizzatore.

La Marina di Scheveningen è l’unico esemplare del Van Gogh Museum risalente al soggiorno dell’artista a l’Aia (1881-1883), dunque una delle sue prime prove pittoriche dopo due anni dedicati esclusivamente al disegno, ed è inoltre una delle due sole vedute marine dipinte dall’artista in quel periodo.
La Congregazione che esce dalla Chiesa Riformata di Nuenen, unico dipinto del museo olandese a conservare il suo originario telaio, è un’opera di dolente e intima dimensione del ricordo e degli affetti familiari; la tela mostra infatti la chiesa del villaggio di Nuenen dove il padre di Van Gogh era stato pastore.

Dal 7 al 26 febbraio saranno esposti al Museo e Real Bosco di Capodimonte i due dipinti di Vincent Van Gogh rubati al Van Gogh Museum di Amsterdam e ritrovati dalla Guardia di Finanza in un covo della camorra.

Vincent Van Gogh apre un nuovo capitolo dell’arte europea negli anni di crisi dell’impressionismo. Egli è un autodidatta e dipinge per necessità interiore. Pur guardando con attenzione i fatti artistici contemporanei, inventa una tecnica tutta personale, la sola adatta a dar corpo alle proprie immagini trasfigurando la realtà a favore del proprio “io”. Nelle opere di Van Gogh si avverte la necessità di seguire con la mano l’urgenza interiore di esprimersi, in assoluta libertà, obbedendo al sentimento più che alla ragione. Tende a proiettare nella realtà se stesso e quindi a trasformarla, o meglio, a trasfigurarla secondo i  propri sentimenti. Usa la linea non come mezzo descrittivo ma con funzione espressiva, e trasforma volutamente il colore reale per renderlo suggestivo, dunque un colore che suggerisce l’emozione.

I quadri di Van Gogh sono la sintesi visiva di tutto il suo complesso  e agitato mondo interiore; l’espressione dell’angoscia esistenziale dell’uomo moderno in un momento di crisi dei grandi valori tradizionali.

Data Fine: 26 febbraio 2017
Costo del biglietto: 8 Euro; Per informazioni 0817499109
Prenotazione:Nessuna
Luogo: Napoli, Museo di Capodimonte
Orario: 8.30 – 19.30
Telefono: 0817499111
E-mail: mu-cap@beniculturali.it
Sito web

Dott.ssa Rosa Ferro

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