Valentina Tereškova: la prima donna nello spazio

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6 marzo 2020: Tereškova, la prima donna nello spazio, compie 83 anni

E’ il 16 giugno 1963 quando lo spazio viene a conoscenza del genere femminile: Valentina Vladimirovna Tereškova è la prima donna nello spazio, a bordo della navicella Vostok-6.

3 giorni in orbita, 49 volte il giro della terra: ritorna trionfante con il suo paracadute a Novosibirsk, mentre Krusciov la attendeva gioioso del primato raggiunto. Ma qual è la verità dietro l’entusiasmante missione? E’ la stessa Valentina Tereškova a fornire la diversa versione: per un problema tecnico era incorsa nel rischio di allontanarsi dall’orbita terrestre. La traiettoria del volo dovette essere corretta e il volo si prolungò: 70 ore e 50 minuti attaccata al sedile.

Il pane è stantio. Non l’ho mangiato. Avevo voglia di pane nero, patate e cipolle. L’acqua è fresca e piacevole. Anche i succhi e le bistecche vanno bene. Ho vomitato una volta, ma non per colpa del disturbo vestibolare, ma per il cibo.

L’atterraggio orgoglioso e sorridente riportato dalla stampa è un totale artificio: il drammatico ritorno sul pianeta Terra fu accompagnato da un ricovero ospedaliero. Ciò che però è inconfutabile è la vittoria dell‘Unione Sovietica sugli Stati Uniti: i sovietici avevano mandato la prima donna in orbita attorno alla terra.

“Continuammo a insistere che tutto fosse andato bene e non ne parlammo. Mantenemmo il segreto per 30 anni, fino alla morte di chi aveva sbagliato”

Chi è Valentina Vladimirovna Tereškova?

Il 6 marzo 1937, 83 anni fa, a Maslennikowo nasce Valentina Vladimirovna Terešhkova. Figlia di un autista di trattori, morto durante la Seconda Guerra Mondiale, giovanissima lei tenta di sopperire a quell’infanzia sfuggita: a solo 17 anni lavora in una fabbrica di pneumatici, poi in un’impresa produttrice di fili, fa la sarta e la stiratrice.

Eppure questa scomoda situazione non le impedisce di conseguire il diploma nel 1960, aveva difatti frequentato corso serali per perito tecnico. Dal 1955 la sua passione per il paracadutismo si era fatta viva: aveva richiesto la candidatura per accedere alla scuola di aspiranti cosmonauti più volte. La grande ammiratrice di Gagarin riuscì nel 1962 ad accedervi, superò la prova ed iniziò l’addestramento.

21 maggio 1959: Tereshkova effettua il suo primo lancio in paracadute. Intanto si avviava anche alla carriera politica: è stata segretario della locale sezione del Komsomol, la lega dei giovani comunisti.

Durante i 3 giorni in orbita nello spazio, dal 16 giugno 1963 al 19 giugno dello stesso anno, Valentina , comandante di una navicella spaziale, scelse il nomignolo di Caika per le comunicazioni via radio: la parola significa gabbiano.

A Mosca ricevette l’onorificenza di “Pilota-cosmonauta dell’Unione Sovietica“. A novembre dello stesso anno sposa Andrijan Grigorjevic Nikolajev, conosciuto per esser stato partecipe della missione “Vostok 3“. Un matrimonio con intenti propagandistici: fu anch’esso un teatrino messo in scena dal Primo segretario del Partito Comunista (PCUS) Nikita Khruscev?

Da cosmonauta a politica: una donna, tanti ruoli

Dall’unione tra Valentina e Andrijan nasce Alenka nel 1964, quando la 27enne Valentina studia presso l’accademia di ingegneria dell’aeronautica militare sovietica. Che l’amore con Nikolajev sia stato vero o fittizio, terminerà nel 1982 con il divorzio. Valentina Terešhkova sposa Juri Saposnikov, al quale resterà legata fino al 1999, quando rimarrà vedova.

Presidente del comitato donne dell’Unione Sovietica, membro del Comitato Centrale del PCUS, del direttivo dell’Alto Soviet, vicepresidente della commissione per l’educazione, la scienza e la cultura: sono tanti i ruoli ricoperti da Valentina Vladimirovna Terešhkova.

83 anni di una vita cominciata nella sfortuna, alla quale lei ha saputo opporsi in tutti i campi. Valentina Vladimirovna Terešhkova vanta il merito di aver aperto le porte alla conquista dello spazio anche alla Donna, esclusa da un settore nuovo e prettamente maschile. Forte e determinata, ha incarnato i principi che servono per condurre il timone a delle braccia femminili.