Valencia ha due nuovi siti Unesco

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Due riserve, nei pressi della città di Valencia, sono state dichiarate patrimonio dell’Unesco dal Man and the Biosphere Programm. La prima è la Riserva della Biosfera dell’Alto Turia che si estende su una superficie di 67.080 ettari e comprende il corso e la Valle del fiume Turia. Di particolare interesse è la sua varietà faunistica, ma non solo. Nei prossimi anni, infatti, è previsto il commercio di prodotti locali per promuovere lo sviluppo del territorio all’insegna della sostenibilità.

La seconda è la Riserva della Biosfera della Valle del Cabriel dove ammirare i profili delle montagne modellate dai canali fluviali, le paludi saline, le aree lagunari e le pianure. Esplorando questa meraviglia della natura, è possibile scovare nella località di Villar del Humo, le Pitture rupestri del bacino del Mediterraneo che costituiscono uno dei patrimoni dell’umanità dal 1998.

Secondo il direttore generale dell’UNESCO, Audrey Azoulay: “C’è un’urgente necessità di agire per la biodiversità, per il nostro patrimonio ambientale comune”, con questi siti Valencia, infatti, arricchisce la sua offerta naturalistica dimostrando di essere una destinazione attenta alla salvaguardia dell’ecosistema e allo sviluppo sostenibile del territorio.Grazie al suo vasto patrimonio architettonico, Valencia è un paradiso per gli amanti dell’arte, giacché possiede vestigia romane ed edifici gotici, barocchi o modernisti.

L’UNESCO riconosce ancora una volta l’inestimabile valore storico e culturale di Valencia. Le numerose civiltà che hanno attraversato questa città hanno lasciato un ricco patrimonio storico e culturale che l’UNESCO aveva già riconosciuto in altri tre dei beni più rappresentativi della Città Spagnola.

La Lonja de la Seda o dei mercanti. Tra il XV e il XVIII secolo Valencia prosperò grazie al commercio della seta con le Americhe, l’Asia e il Nord Europa. Un’era di splendore che ha portato con sé una rivoluzione economica, sociale e culturale che ha cambiato la nostra città con edifici rappresentativi come La Lonja de la Seda.Un gioiello del gotico civile valenciano carico di simbolismo. I gargoyle del Patio de los Naranjos o le palme che toccano il cielo del “paradiso” nella Sala delle Colonne o dei Contratti, sono solo alcuni dei motivi per cui nel 1996 è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Venti anni dopo, l’UNESCO ha integrato Valencia nella Rotta della seta, che attraversa altre 32 città in Asia e in Europa.

Il Tribunal de las Aguas di Valencia si riunisce ogni giovedì dell’anno alle dodici di mezzogiorno sotto la Porta degli Apostoli della Cattedrale di Valencia. Dalle sue origini in epoca romana, questa istituzione risolve, in modo efficace ed esemplare, i conflitti derivati ​​dall’uso delle acque di irrigazione tra gli agricoltori.Questa tradizione millenaria di risoluzione dei conflitti ad alta voce e di fronte al pubblico presente è stata riconosciuta nel 2009 come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Le Fallas sono la festa della creatività e del genio per eccellenza. Convivono le arti plastiche, la musica, l’industria della seta, il tempo libero, la gastronomia e l’arte di vivere la vita. Durante la settimana fallera, dal 15 al 19 marzo, più di 700 monumenti sono montati per poi bruciare in fiamme e la città si diverte con sfilate, despertà, fuochi d’artificio, concerti, festival musicali.Per il loro cattare unico al mondo, Las Fallas sono state dichiarate patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO nel 2016.

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