Vaccini: sì del Senato al rinvio dell’obbligo vaccinale

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Venerdì in Senato è stato approvato il decreto Milleproroghe, al cui interno è contenuta la contestata norma che prevede il rinvio di un anno dell’obbligo vaccinale per l’iscrizione a scuole materne e asili nido, introdotto dal decreto Lorenzin nel Luglio del 2017. Gli emendamenti presentati in Senato da M5S e Lega, hanno ottenuto 149 voti favorevoli, 110 contrari ( Partito Democratico, Fratelli d’Italia e Forza Italia) e un astenuto.

Il Ministro della Salute Giulia Grillo, attraverso un lungo post su Facebook, ha precisato che la norma, è espressione di una volontà parlamentare: ” rispetto alla proposta di iniziativa parlamentare e, non governativa, lo sottolineo a scanso di ogni equivoco, che proroga i termini già previsti dal decreto Lorenzin, ribadisco che i bambini dovranno continuare a essere vaccinati e i genitori dovranno ancora presentare le certificazioni. È stata sospesa per un anno una delle tre forme sanzionatorie previste dalla stessa legge, che prevede il non accesso dei bimbi non vaccinati agli asili nido e alle scuole materne. Nessun passo indietro sull’ obbligo vaccinale […] Sono un medico prima che un ministro”.

Le critiche rivolte al Ministro  riguardano maggiormente le spiegazioni sulla condizione dei bambini immunodepressi. I bambini immunodepressi, per gravi motivi di salute non si possono vaccinare e per questo non dovrebbero correre il rischio di contrarre malattie come morbillo o varicella. Il Ministro Grillo, ha tenuto a specificare che i bambini immunodepressi saranno inseriti in classi con bambini vaccinati, ma in molti fanno notare che  potrebbero comunque  entrare in contatto con compagni di scuola nei tempi dedicati alla socializzazione.

La comunità scientifica ha espresso il suo parere contrario. Burioni, medico, professore di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, è stato duramente attaccato e minacciato sui social per le perplessità dimostrate sulla ratio della norma e per aver sottolineato più volte  l’importanza dei vaccini e  la necessità di renderli obbligatori. Anche la  Federazione Nazionale dell’ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) si è opposta. Il suo presidente, Filippo Anelli, ha dichiarato:  “(l’emendamento) non risponde all’evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni. Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza”. Ma non sono i soli ad opporsi.

Contro il rinvio dell’obbligo vaccinale, a Palazzo Madama è intervenuto anche Alan Ferrari (PD): “contestiamo che sia stata fatta passare una modifica sostanziale del decreto Lorenzin su un tema così sentito da tutte le famiglie italiane, all’interno di un decreto amministrativo come il milleproroghe”. Il centrodestra fatica ad apparire compatto. Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega, sembrano non camminare sullo stesso binario e dopo la mancata nomina di Foa, a dividere ancora di più la coalizione di destra ci pensano i vaccini.

Vaccini

Ma ciò che più fa notizia sono le distanze tra i  membri del partito che ha fatto dei NO-Vax una larga fetta del suo elettorato, ovvero il M5S. Molti sono i membri del movimento che hanno espresso un parere contrario. L’ex-biologa e attuale senatrice, Elena Fattori  ha voluto prendere le distanze: “rispetto la scelta del mio gruppo ma per mia storia personale, professionale e dolorosamente di madre non posso fare altro che dissociarmi dal mio gruppo e esprimere un indignato voto contrario”. Anche il deputato Giorgio Trizzino, ex-chirurgo, ha comunicato di volersi opporre al decreto non appena questo approderà alla Camera per la votazione.

 

Le Regioni intanto fanno sapere che faranno ricorso alla Consulta perché “la sanità non è competenza esclusiva dello Stato”.

 

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