piagge sicure a misura di disabile con ampia passerella per permettere ai portatori di handicap di accedere con facilita’ al bagnasciuga, alle cabina e ai servizi igienici e sedie speciali per dare la possibilita’ ai diversamente abili di godersi il meritato riposo. Queste le ”condizioni per avere l’agibilita’ per l’apertura della stagione balneare”. Lo assicura il Presidente di FederBalneari Italia Renato Papagni all’Adnkronos, che mette in evidenza gli enormi passi avanti fatti in Italia nel campo del turismo per disabili. Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna le regioni piu’ virtuose, spiega Papagni, ”perche’ le piu’ organizzate da tutti i punti di vista, in particolare Rimini e Riccione dove sono stati fatti una grande quantita’ di interventi ma anche la Toscana, nella zona di Viareggio e della Versilia. Alcuni stabilimenti in Friuli e in Toscana, dotati di un fronte spiaggia ampio -prosegue- sono state allestite anche delle zona d’ombra dove il disabile puo’ riposarsi”. Ma anche il Lazio non e’ da meno, sottolinea il Presidente di FederBalneari Italia, “la regione infatti -aggiunge- e’ la prima in Italia ad essersi dotata di ‘Job’, una carrozzina con grandi gomme che galleggiano e che consentono al disabile di entrare in acqua in completa sicurezza”.
Anche il Salento ”che prima era molto arretrato” ha fatto degli ”enormi passi in avanti” nel campo del turismo per portatori di handicap: “Abbiamo attuato una campagna di sensibilizzazione e lavorato molto bene -dice Papagni- e ora anche il Salento ha fatto grandi progressi. Infatti molti turisti che negli scorsi anni preferivano la Sardegna ora si sono spostati nel Salento perche’ piu’ organizzato”. Piu’ complessa la situazione degli stabilimenti balneari nel sud Italia, in particolare quelli in Calabria e in Sicilia. “Il problema -spiega il Presidente di FederBalneari Italia- e’ che al sud molte spiagge sono abbandonate. Qualche tempo fa abbiamo presentato un progetto ad alcune amministrazioni, anche in Calabria, per avere in affidamento delle spiagge e costruire servizi di assistenza per disabili. Insomma l’idea era quella di creare un’attivita’ commerciale per mantenere la struttura ma non ci siamo riusciti perche’ la questione e’ passata dallo Stato ai Comuni e quindi si e’ complicata ulteriormente e per ora nulla di fatto”. ”Il sud -dice ancora Papagni- paga lo scotto di una non buona organizzazione della costa che e’ trascurata e questo c’ha fatto perdere tantissimi punti in termini di partecipazione turistica, circa del 30%. Comunque sia ”l’Italia non ha nulla da invidiare al resto d’Europa” per quanto riguarda l’organizzazione balneare per i disabili, conclude il Presidente di FederBalneari Italia, ”e’ vero che quest’anno moltissimi clienti stranieri hanno preferito la Grecia all’Italia soprattutto per i prezzi stracciati ma sicuramente le loro spiagge per disabili sono molto meno attrezzate di noi”.

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