Vacanze estive 2019: i prezzi lievitano, ma gli italiani riducono il budget

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Vacanze estive 2019: prezzi in aumento in Italia.

Si prospettano tempi duri per gli operatori balneari in vista delle vacanze estive. Se da un lato sta tornando a farsi sentire la competitività di mete estere come Spagna, Grecia, Turchia ed Egitto, dall’altro gli italiani sembrano aver deciso di tagliare la quota-spese prevista per le prossime ferie di luglio/agosto. Massimo Feruzzi di JFC Consulenza Turistica e Territoriale, raggiunto da Il Sole 24 Ore ha affermato che per la prima volta negli ultimi cinque anni in Italia assisteremo ad una pesante riduzione dei giorni dedicati alle vacanze, arrivando ad una media che non toccherà nemmeno i 10 giorni, fermandosi a 9,2.

Al contempo, le proiezioni statistiche danno in netta crescita il cosiddetto «nomadismo», con il 67,8% degli italiani che per le vacanze estive non guarderanno esclusivamente a delle località balneari, preferendo tenere d’occhio le offerte last-minute che solitamente consentono di risparmiare a prescindere dalla meta proposta. Dunque si prevede una percentuale piuttosto alta di «turisti nomadi», i quali metteranno da parte gusti personali e luoghi solitamente preferiti, per recarsi in città e Paesi (non necessariamente di mare) che offriranno l’opportunità di godersi qualche giorno di meritato riposo low-cost.

Estate 2019: gli italiani preferiscono il last-minute.

Vacanze estive: diversi rincari in Italia, ma il turismo balneare rischia di crollare

Una recente indagine statistica effettuata da JFC su un campione di 7mila operatori turistici ha evidenziato come, nonostante gli italiani siano sempre più intenzionati a cercare l’occasione dell’ultimo minuto per le ferie, il settore turismo della nostra penisola sia destinato ad andare incontro a notevoli aumenti. Di conseguenza, anche se il mare resta la meta preferita dei vacanzieri del Belpaese, solo il 53,7% degli intervistati ha palesato l’intenzione di andare in una località balneare, un dato in netto ribasso di 6 punti percentuali rispetto a quello del 2018.

Questo trend è inevitabilmente dettato dalle ridotte disponibilità economiche che, nel 38,4% dei casi, spingeranno ad organizzare delle vacanze estive con un budget piuttosto limitato, a differenza di quanto registrato lo scorso anno, quando questo fattore aveva influito solo sul 18,4% delle persone.

Del resto, a fronte degli inesorabili aumenti dei prezzi previsti per quest’estate, sembra che per molte famiglie italiane non ci sia altra scelta se non quella di correre ai ripari, riducendo i giorni di permanenza in zone turistiche e tenendo sempre d’occhio il limite di spesa. Come riporta JFC, quattro operatori su dieci hanno già rivisto verso l’alto le proprie tariffe: ad esempio, negli alberghi del Centro-Nord si è già verificato un aumento dei prezzi di listino del 2,2%, mentre al Sud si è già arrivati ad una percentuale di +4,1% rispetto al 2018.

Vacanze estive: tariffe in aumento.

Le altre strutture ricettive come B&B, agriturismi, case, appartamenti e RTA sono andate ben oltre, con rincari che si attestano intorno ad una media del 5,5%. Anche i servizi in spiaggia non sono sfuggiti al rialzo dei costi che vengono dati da JFC al +2,1%, mentre per la ristorazione si segnala un +1,5%. Le spese per mettersi in viaggio non saranno da meno, poiché risultano più salate dello scorso anno del 3,3%, e per svagarsi e divertirsi un po’ durante le vacanze estive (tra visite guidate, escursioni e quant’altro) si deve far fronte ad un rincaro dell’1,9%.

Crolla la spesa media per le vacanze estive 2019

Dall’indagine condotta da JFC si apprende che gli aumenti generali dei prezzi in occasione delle prossime ferie estive non riusciranno a tamponare le perdite relative alla numerosa clientela che preferirà rivolgersi altrove, magari all’estero, per risparmiare. Si prevede, infatti, che la spesa media sarà di circa 616 euro a persona per godersi una settimana di vacanze al mare in Italia, con una diminuzione di 4 euro rispetto ai 620 dell’anno scorso. Invece, tenendo conto di un un nucleo familiare composto da genitori e un figlio con meno di 8 anni, si dovrebbe arrivare a quasi 1.500 euro. Per un weekend al mare gli italiani non sarebbero disposti a spendere più di 242 euro a persona, e se si fa riferimento ad una famiglia tipo, il costo si aggirerebbe intorno ai 566 euro.

In generale, dunque, il turismo italiano legato al mare quasi certamente andrà incontro ad un calo di presenze del 4,1%, con gli arrivi che dovrebbero calare dell’1,6%. Tutto ciò non gioverà al fatturato complessivo, che potrebbe giungere ad una riduzione del 3,3% nel confronto con gli introiti dell’estate 2018. In totale, JFC ritiene che i guadagni aziendali perderanno almeno 8 punti percentuali rispetto all’anno precedente

Estate 2019: Emilia Romagna e Sardegna le mete preferite dagli italiani

Tenendo conto dei dati relativi ai rincari dei prezzi e alla riduzione del budget delle famiglie italiane per le prossime vacanze estive, JFC ha stilato una graduatoria generale delle località balneari che tra luglio e (soprattutto) agosto dovrebbero registrare gli afflussi più alti di turisti. In vetta a questa speciale classifica c’è l’Emilia-Romagna, alle cui spalle si piazzano Sardegna e Veneto.

Invece, in merito alla regione di mare più trendy, il primato spetta alla sempiterna Sardegna, incalzata da Sicilia e Puglia. La migliore ricettività riporta al primo posto l’Emilia-Romagna, tallonata da Sardegna e Toscana. La graduatoria delle migliori spiagge rivede in cima la Sardegna, che condivide il podio con Calabria e Sicilia. I servizi più efficienti sono nuovamente appannaggio dell’Emilia-Romagna, con Veneto secondo e Toscana terza.

Emilia-Romagna in cima al gradimento degli italiani.

La città più ospitale e accogliente per i vacanzieri italiani è senza ombra di dubbio Rimini, con Jesolo e San Benedetto del Tronto che vanno a completare il podio. Riccione invece è la cittadina più alla moda, mentre per chi ama il relax la località preferita è Sabaudia. Al top nella voce legata al divertimento giovanile troviamo la pugliese Gallipoli, seguita dalla corregionale Porto Cesareo e poi da Cervia-Milano Marittima.

Chi vuole risparmiare indica soprattutto Alba Adriatica, quindi Francavilla al Mare e poi San Benedetto del Tronto. La meta turistica più lussuosa vede Porto Cervo in vetta davanti a Portofino e Capri. Non manca una classifica riguardante le cittadine di mare meglio pubblicizzate, e in tal caso la vittoria va a Riccione, mentre Rimini è seconda e Arbatax terza.

Le proiezioni sui profitti, infine, sorridono soprattutto a Calabria e Sicilia, ma anche la Basilicata dovrebbe ottenere dei risultati positivi. Sul fronte opposto, è piuttosto sorprendente la previsione per la Puglia che, dopo aver dominato le ultime estati in termini di presenze e guadagni, quest’anno dovrebbe riportare un trend negativo che parla addirittura di perdite fino al 13,6%.

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