Uta di Ballenstedt: chi è la regina che somiglia a Grimilde?

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I personaggi dei film di animazione Disney non sono tutti frutto dell’immaginazione dei disegnatori. Da qualche punto dovranno pure prendere ispirazione. E per la perfida ma bellissima regina Grimilde, antagonista della dolce principessa Biancaneve, l’ispirazione arriva dalla regina Uta di Ballenstedt..                                                                                                                         

  La storia 

Nel 1935, la Walt Disney mise mano al capolavoro di animazione Biancaneve e i sette nani. Non fu difficile trovare la musa ispiratrice per delineare le caratteristiche di Biancaneve, ma quello che appariva complicato era dare un volto alla matrigna della candida fanciulla, il cui nome dalle assonanze wagneriane è già pronto: Grimilde. Il grafico Wolfgang Reitheman, figlio di un immigrato tedesco finito in California, propose subito di ispirarsi ad Uta, la cui statua gli era rimasta impressa sfogliando i libri del padre.

Disney ne rimase talmente estasiato da dichiarare: «Era proprio bella, anzi impressionava e quasi raggelava, forse era da pensare a lei come modello per quella che ormai tutti erano d’accordo di chiamare col bel nome tedesco di Grimhilde (…)».
Disney partì nello stesso anno per un tour europeo e con il fratello decise di andare a visitare Naumburg per osservare da vicino le fattezze della statua della bella Uta. Fu proprio lei a ispirare lo sguardo gelido ma ammaliante della matrigna! E a dirla tutta si somigliano davvero.

Ma qual è la storia della regina Uta?

Uta di Ballenstedt o anche detta Uta di Naumburg, fu margravia per 14 anni. Sposò Eccardo II nonostante la loro vita insieme non fu un idillio. Avevano oltre venti anni di differenza e non ebbero mai figli insieme. Della sua storia si sa pochissimo, a parte che, manco a farlo apposta, Uta abbia scampato per poco il rogo con l’accusa di stregoneria.

Nella statura fonte di ispirazione per Disney indossa un mantello e un medaglione.

Ma sicuramente caratteristico è il bavero, rialzato sulla nuca, che copre del tutto il suo corpo. Del volto si delineano bene i tratti somatici, come gli occhi a mandorla, le sopracciglia arcuate, il naso dritto e le labbra appena ravvivate di rosso carminio . In fondo sono queste le caratteristiche che rimarcano la cattiveria e l’odio della matrigna che interroga il suo specchio magico chiedendogli chi sia “la più bella del reame”. 

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