USA: repubblicani al Senato bloccano la riforma elettorale

Inascoltati gli appelli del presidente Biden e dell’ex presidente Obama

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USA: repubblicani al Senato

I repubblicani al Senato USA hanno bloccato il “For the people Act”, il disegno di legge per allargare i diritti di voto. Tale legge era già stata approvata alla Camera a marzo senza l’appoggio del partito repubblicano. Si trattava di un voto procedurale per aprire il dibattito. Tuttavia il GOP ha sfruttato le regole dell’ostruzionismo, che richiedono un quorum di 60 senatori su 100. Sono rimasti inascoltati gli appelli del presidente Joe Biden e dell’ex presidente Barack Obama.

USA: repubblicani al Senato bloccano il “For the people Act”?

Il disegno di legge per estendere il diritto di voto negli USA è naufragato al Senato. I repubblicani hanno infatti bloccato il “For the people Act”, la legge che era stata approvata alla Camera lo scorso marzo senza l’appoggio dei rappresentanti repubblicani. I senatori GOP hanno sfruttato le regole dell’ostruzionismo per bloccare la riforma. Il voto arriva dopo settimane di battaglie partigiane e di colloqui dietro le quinte sulla modifica delle leggi di voto della nazione dopo le tumultuose elezioni presidenziali del 2020.

Le elezioni del 2020 si sono svolte nel bel mezzo della pandemia di coronavirus e per questo vi è stato un record di votazioni per corrispondenza. Dopo la sconfitta, l’ex presidente Trump ha iniziato a lanciare accuse infondate di frode elettorali. Così diversi Stati a guida repubblicana hanno deciso di approvare modifiche alle loro leggi elettorali, alimentando un accesso dibattito sul fatto che le nuove regole andranno a limitare i voti dei democratici e delle minoranze. Per prendere provvedimenti contro queste nuove restrizioni di voto, definite inaccettabili, i democratici hanno presentato un disegno di legge con anche l’appoggio del presidente Biden.

In cerca di un compromesso

I repubblicani si sono scagliati contro il disegno di legge affermando che si tratta di una riforma partigiana delle elezioni federali. Anche all’interno del partito democratico vi sono state divisioni con i centristi che avrebbero voluto un accordo con i repubblicani, mentre i progressisti spingevano per far approvare la legge senza i GOP.  Il sentore democratico centrista, Joe Manchin, ha presentato una riforma di “compromesso” nel tentativo di fare appello sia ai repubblicani che ai progressisti.  

L’appello di Barack Obama

Il voto di ieri mostra ancora una volta un’America divisa. Sono rimasti inascoltati gli appelli del presidente Biden e dell’ex presidente Obama. Nei giorni scorsi, infatti, Obama ha appoggiato la proposta di Manchin definendola un “prodotto di compromesso”. L’ex presidente, insieme a sua moglie, ha denunciato gli sforzi di diversi Stati repubblicani per approvare nuove leggi che limitano il voto. Ha quindi esortato il Congresso ad approvare la legislazione federale prima che sia troppo tardi. Per Obama c’è in gioco il futuro del Paese.

L’ex presidente ha affermato che la democrazia non è scontata. Ha detto: “Pensate come dopo l’insurrezione del 6 gennaio, con la nostra democrazia in pericolo, i repubblicani hanno appoggiato l’idea delle irregolarità e della legittimità del voto. Ora improvvisamente hanno paura di parlare di questo tema e di trovare una soluzione. Il problema dei diritti di voto potrebbe non allarmare molti di noi ma la violenza del 6 gennaio dovrebbe ricordarci che non possiamo dare per scontata la democrazia”.


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