USA preoccupati per la violenza a Gerusalemme

Il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan ha parlato con il suo omologo israeliano e ha espresso tutte le sue preoccupazioni

0
412
USA preoccupati per la violenza a Gerusalemme

Crescono le tensioni a Gerusalemme. Gli USA si dicono preoccupati per la violenza a Gerusalemme. Il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan ha parlato con il suo omologo israeliano. Durante il colloquio, Sullivan ha espresso tutta la sua preoccupazione per la nuova escalation tra palestinesi e israeliani.  L’appello di Sullivan a Ben-Shabbat arriva poco dopo che il Dipartimento di Stato ha detto “estremamente preoccupato” per la crescente violenza a Gerusalemme in seguito alle notizie di centinaia di persone ferite negli scontri tra palestinesi e autorità israeliane vicino alla Moschea Al-Aqsa di Gerusalemme. Si ritiene che gli scontri abbiano avuto a che fare con gli sgomberi di famiglie palestinesi a Gerusalemme da parte di coloni israeliani e attacchi contro soldati israeliani.

Gerusalemme: cos’è successo?

Crescono le tensioni a Gerusalemme. Si sono verificati nuovi incidenti tra i manifestanti palestinesi e la polizia israeliana sulla Spianata delle Mosche. La polizia israeliana ha deciso di vietare l’ingresso di fedeli ebrei sulla Spianata delle Moschee in occasione del “Jerusalem day” di oggi per evitare nuove violenze. Secondo i media nel luogo sono presenti circa 8mila fedeli islamici. Alcune immagini diffuse sui social mostrano ammassi di fuochi artificiali, bastoni, pietre e bottiglie Molotov. Secondo la Mezzaluna Rossa il numero di feriti tra i manifestanti palestinesi negli scontri con la polizia sulla Spianata è salito a 215. Di questi, circa 154 sono stati portati in ospedale e di questi 4 sono in gravi condizioni.

Nella notte, secondo i media, gli incidenti sono avvenuti soprattutto alla Porta di Damasco dove circa 200 dimostranti hanno lanciato sassi contro gli agenti che hanno risposto con lancio di granate stordenti e cariche per disperdere le persone. Incidenti sono stati segnalati anche nel quartiere di Sheikh Jarrah dove la polizia è intervenuta contro i manifestanti palestinesi dopo che “fuochi d’artificio” sono stati lanciati contro le case. Tafferugli anche a Haifa nel nord di Israele dove, sempre secondo i media, 10 manifestanti sono stati arrestati.

Il re di Giordania condanna gli attacchi ai fedeli alla moschea

Sul sito di Hamas, il portavoce Sami Abu Zhuri, ha affermato: “Quanto avviene nella Moschea al-Aqsa è una vera strage e un crimine di guerra. Facciamo appello al nostro popolo affinché scenda nelle strade ed affronti l’occupante”. Il re Adubullah di Giordania, ha condannato gli attacchi ai fedeli alla moschea di Al-Aqsa. Il re ha chiesto a Israele di fermare le pericolose provocazioni. Inoltre ha accusato il governo israeliano di cercare di cambiare lo stato demografico di Gerusalemme.

Gli USA preoccupati per la violenza a Gerusalemme

Dopo l’aumento delle tensioni, gli USA hanno detto di essere preoccupati per la violenza a Gerusalemme. Il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan ha parlato con il suo omologo israeliano. Ha espresso “serie preoccupazioni per la situazione a Gerusalemme”, indicando la violenza avvenuta al Monte del Tempio durante il Ramadan e lo sgombero delle famiglie palestinesi nel quartiere di Sheikh Jarrah. Secondo una dichiarazione del portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Emily Horne, Sullivan ha parlato al telefono con il consigliere per la sicurezza nazionale israeliano Meir Ben-Shabbat. 

Horne ha affermato: “Il signor Sullivan ha incoraggiato il governo israeliano a perseguire misure appropriate per garantire la calma durante le commemorazioni del Giorno di Gerusalemme. Sullivan ha espresso l’impegno dell’amministrazione per la sicurezza di Israele. Per sostenere la pace e la stabilità in tutto il Medio Oriente, e ha assicurato Mr. Ben-Shabbat che gli USA rimarranno pienamente impegnati nei giorni a venire per promuovere la calma a Gerusalemme”.

USA preoccupati per l’escalation: le dichiarazioni del Dipartimento di Stato

Il portavoce del Dipartimento di Stato, Ned Price, ha affermato: “Gli USA sono estremamente preoccupati per gli scontri in corso a Gerusalemme. Ma anche sull’Haram al-Sharif/Monte del Tempio e a Sheikh Jarrah, che secondo quanto riferito hanno provocato decine di feriti. Chiediamo ai funzionari israeliani e palestinesi di agire con decisione per ridurre le tensioni e porre fine alla violenza”. Ha poi aggiunto: “Siamo anche profondamente preoccupati per il potenziale sfratto di famiglie palestinesi nei quartieri di Sheikh Jarrah e Silwan a Gerusalemme, molti dei quali hanno vissuto nelle loro case per generazioni. Come abbiamo sempre detto, è fondamentale evitare passi che esacerbano le tensioni o ci allontanano dalla pace. Ciò include sfratti a Gerusalemme Est, attività di insediamento, demolizioni di case e atti di terrorismo”.


Escalation a Gerusalemme: polizia in allerta sale la tensione