USA, il piano immigrazione sui meriti di Trump: «Ci renderà più competitivi»

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Donald Trump ha presentato il suo piano immigrazione.

Prediligere i meriti e mettere in secondo piano le riunificazioni familiari. Sono queste, in sintesi le colonne portanti del piano immigrazione per gli Stati Uniti realizzato da Donald Trump con la collaborazione del genero Jared Kouchner. Il presidente americano, nel presentare il suo progetto, non ha risparmiato una dura critica ai democratici, affermando che la loro proposta di stipendi più bassi e frontiere costantemente aperte comporterebbe un «caos senza legge».

Durante il discorso tenuto nel giardino delle rose della Casa Bianca, il leader statunitense ha sottolineato che le misure da lui sviluppate garantiranno soprattutto la sicurezza ai cittadini americani, ma anche maggiori garanzie per quanto concerne il lavoro e i salari. Nello specifico, secondo il piano immigrazione di Trump, il 57% delle green card verrà riconosciuto per merito, al contrario di quanto accade adesso, con una percentuale piuttosto bassa che si aggira intorno al 12%. Infatti ad oggi le concessioni avvengono soprattutto per assicurare le riunificazioni familiari. Invece, qualora l’idea del presidente USA dovesse diventare legge, verrebbe introdotto un iter suddiviso in due fasi: inizialmente si dovrebbe superare un test civico e un controllo sul passato dei richiedenti, e successivamente si passerebbe ad una valutazione degli aspiranti immigrati in base ad un sistema a punti che terrebbe conto della conoscenza della lingua inglese, delle offerte di lavoro, dell’età e dei titoli di studio.

Donald Trump: i punti cardine del suo piano immigrazione.

Solo in questo modo, secondo il tycoon di New York, sarà possibile rendere la gestione dell’immigrazione un «orgoglio» per gli Stati Uniti. L’obiettivo di Trump, infatti, è quello di portare gli immigrati qualificati dall’attuale 12 al 57%, un traguardo che garantirebbe un’ulteriore competitività a tutto il Paese.

Piano immigrazione Trump: critiche e polemiche

Il progetto di riforma dell’immigrazione avanzato da Donald Trump non ha mancato di scatenare fin da subito polemiche tra il mondo politico e l’opinione pubblica americana. Secondo il Washington Post, infatti, il testo approntato dal leader della Casa Bianca difficilmente verrà approvato dal Congresso, dove si registrano dubbi e malumori non solo tra i democratici, ma anche tra i repubblicani. In particolare, non convince la mancanza di qualsiasi riferimento ai cosiddetti «dreamer», ovvero agli immigrati che sono giunti negli States quand’erano dei bambini, la cui tutela è uno dei capisaldi del Partito Democratico. A tal proposito, Sarah Sanders, portavoce della Casa Bianca, ha spiegato che la questione non è stata presa in considerazione perché giudicata troppo «divisiva».

Mentre gli attivisti sono già sul piede di guerra, protestando perché il piano immigrazione di Trump non terrebbe conto dei richiedenti asilo, Ilhan Omar, membro della Camera dei Rappresentanti per lo Stato del Minnesota, ha dichiarato che è impensabile voltare le spalle a questa categoria di persone, definendo «devastante» il modo in cui il presidente statunitense si occupa di esseri umani il cui scopo è quello di rifarsi una vita, fuggendo da Paesi nei quali ci sono delle situazioni precarie, se non di piena emergenza.

Ilhan Omar critica il piano immigrazione di Trump.

Infine l’esponente politica di origini somale ha aggiunto con schiettezza che quasi certamente la proposta di Trump di avviare un sistema che garantisca esclusivamente l’aumento di immigrati qualificati negli Stati Uniti è destinata ad essere bocciata dal Congresso. Del resto, secondo Ilhan Omar, il progetto approntato dal presidente americano è volto soprattutto a fare campagna elettorale in occasione delle presidenziali del 2020.

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