Attacchi alle due petroliere, USA accusano Iran

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Attacchi alle due petroliere, USA accusano Iran

Il segretario di Stato americano Mike Pompeo non ha dubbi sul responsabile dell’attacco alle due petroliere accaduto ieri. Dietro gli attacchi nel Golfo dell’Oman, secondo Pompeo, c’è l’Iran.

In una conferenza stampa, a Washington, il segretario americano ha affermato che, tali aggressioni immotivate, ai danni delle due navi, fa parte di una strategia, che ha come obiettivo, aumentare l’escalation di tensione tra le due potenze, che, in tal modo, minaccierebbe seriamente la pace, la stabilità e la sicurezza nella regione.

Pompeo ha, inoltre, ribadito che gli Stati Uniti difenderanno i loro alleati e i loro interessi nella regione senza, tuttavia, fornire ulteriori dettagli al riguardo.

Come si diceva poc’anzi, le autorità americane, in base alle informazioni raccolte dall’intelligence, ritengono che la dinamica dell’attacco, insieme alle armi impiegate, non lascerebbe adito a dubbi, riguardo al responsabile degli attacchi. L’unica potenza in grado di compiere simili attacchi è l’Iran.

Nella sua affermazione Pompeo ha accusato, senza mezzi termini, l’Iran di interrompere i flussi petroliferi che transitano per lo stretto di Hormuz.

Se il segretario di Stato si è spinto sino a tanto, è perchè, più di una volta, l’Iran ha dichiarato l’intenzione di chiudere lo stretto, almeno fino a quando, gli Stati Uniti non elimineranno le sanzioni che impediscono al Paese sciita di commerciare il suo petrolio.

La tensione tra Iran e Stati Uniti è salita l’anno scorso, quando il presidente Trump ha deciso di ritirarsi dall’accordo sul nucleare, siglato dal governo iraniano e controfirmato dalle altre potenze mondiali nel 2015.

In ambito internazionale, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha dichiarato, in occasione dell’incontro del Consiglio sulla cooperazione delle Nazioni Unite e la Lega Araba che: “I fatti devono essere stabiliti e le responsabilità chiarite”.

Il segretario di Stato americano ha ribadito inoltre che il mondo non può permettersi: “un conflitto su larga scala nel Golfo”. L’ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, Jonathan Cohen ha dichiarato inoltre che: “E’ inaccettabile l’attacco a delle navi commerciali, e oggi, le aggressioni accadute nel Golfo dell’Oman, sollevano serie preoccupazioni”.

Al coro delle accuse contro l’Iran, non potevano mancare quelle di Donald Trump, il quale in un’intervista rilasciata alla Fox, ha detto: “L’Iran è responsabile dell’attacco”, e ha proseguito dicendo: “Vedremo cosa succederà”.

L’amministrazione americana ritiene che lo scopo degli attacchi, è quello d’impedire il successo della missione del primo ministro giapponese, Shinzo Abe, il quale si è recato in Iran, con lo scopo di alleggerire le tensioni tra le due potenze.

Intanto, il Pentagono ha diffuso un video, nel quale, si vedono uomini del regime iraniano (Pasdaran, corpo delle guardie della rivoluzione iraniana), che rimuovono delle mine magnetiche dal fianco di una delle due petroliere; il Pentagono ritiene che l’Iran ha cercato di rimuovere le prove della sua colpevolezza.

Il regime iraniano, dal canto suo, respinge ogni addebito e piuttosto ritiene che, quanto accaduto, sia un complotto orchestrato ai suoi danni da Paesi ostili all’Iran.

Teheran, tramite la sua missione diplomatica all’ONU, ha espresso la sua profonda preoccupazione circa gli attacchi accaduti nel Golfo dell’Oman.

Il lato economico di questa vicenda non è di certo dei migliori, infatti lo scambio d’accuse tra Iran e Stati Uniti ha fatto salire il prezzo del petrolio, il Wti ( un tipo di petrolio prodotto in Texas) è salito dallo 0,4% al 52,49,%.

Secondo l’agenzia Eia, l’importazione di petrolio degli Stati Uniti dai Paesi Opec ( Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio) è scesa a 1,5 milioni di barili al giorno, ovvero ai minimi storici da quasi trent’anni.

L’unica soluzione per questa crisi è il dialogo, poichè in caso di una guerra tra Stati Uniti e Iran, le coseguenze negative sarebbero mondiali.

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