Il regime siriano è nuovamente nel mirino degli Stati Uniti. L’Assistente del Segretario di Stato per il medio e vicino Oriente, Stuart Jones, ha accusato Damasco di attuare una cinquantina di impiccagioni al giorno a trenta chilometri dalla capitale. Le prove di questo sterminio, denunciato più volte in passato da Amensty International, vengono cancellate, come mostrano alcune foto satellitari dal 2013 ad oggi del Governo americano, tramite un forno crematorio presente all’interno dell’istituto di pena.

L’alto funzionario di Washington ha incolpato il Rais, Bashar al Assad, di continuare a compiere, con l’appoggio di Russia e Iran, questo tragico crimine contro l’umanità. Ha aggiunto poi di essere pessimista sul cessate il fuoco avviato mediante la creazione di zone di de – escalation.

La Casa Bianca è tornata a ribadire, infatti, che la pace sarà un’utopia fino a quando il Presidente siriano rimarrà al potere. Quest’ultimo continua a essere protetto però, anche militarmente, soprattutto da Mosca, Teheran e Pechino.

Il regime ha respinto le accuse affermando che, quanto dichiarato dagli americani, è falso.

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