USA 2020: “catastrofe” alle primarie in Georgia

Disorganizzazione, carenza di seggi e di macchine per il voto in Georgia. Il Segretario di Stato: “sarà aperta un’indagine”

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GEORGIA, Stati Uniti – Code interminabili, lunghe attese, carenza di macchine per il voto e insufficienza di seggi, soprattutto nelle contee minori.
L’emergenza sanitaria ha solo acuito i problemi correlati alle operazioni di voto nello Stato della Georgia, accusato in passato di parzialità razziale.

Ovunque, nello Stato, molti elettori si sono radunati già alle prime luci dell’alba.

Il sindaco della capitale, il democratico Keisha Lance Bottoms, poco dopo l’apertura dei primi seggi, ha twittato: “Questo sembra accadere in tutta Atlanta e in tutta la contea. La gente è in fila da prima delle sette di questa mattina”.

Code interminabili di elettori alle primarie del 9 giugno ad Atlanta, Georgia (AP Photo/Brynn Anderson)

Le lunghe attese – anche di 4 o 5 ore – sono state registrate anche nelle contee di Fulton, DeKalb e Gwinnett. 

File lunghissime di elettori in Georgia

Le immagini pubblicate dalle emittenti statunitensi ricalcano quanto visto alle primarie dello Stato del Wisconsin, avvenute in piena pandemia.

Elettori in coda alle primarie del Wisconsin. (AP Photo/Morry Gash)

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Il repubblicano Brad Raffensperger, Segretario di Stato, ha definito “inaccettabili” i problemi riportati da alcune circoscrizioni elettorali soprattutto a Fulton e DeKalb.
In una nota ha assicurato: “Il mio ufficio ha avviato un’indagine per verificare in che modo tali questioni possano essere risolte da queste contee in previsione delle elezioni di novembre”.

Primarie in Georgia: torna l’incubo Iowa

L’incertezza degli esiti delle primarie nello Stato della Georgia – che danno per vittorioso il candidato Joe Biden – non sono certo da paragonare alla débâcle avvenuta in Iowa, lo Stato che a febbraio ha “aperto” le primarie del partito democratico per individuare quale candidato sfiderà Donald Trump a novembre.

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Certo è che, come hanno rilevato alcuni osservatori elettorali ed altri esponenti del partito democratico, quanto accaduto ieri non sia di buon auspicio per le presidenziali del prossimo autunno, rispetto alle quali la Georgia potrebbe acquisire un peso considerevole.

Già nel 2018 la contea di Fulton era stata l’epicentro della polemica dei democratici i quali lamentavano la “soppressione” di alcuni voti dei propri elettori che avrebbe favorito la nomina a Segretario di Stato del repubblicano Brian Kemp al posto del democratico Stacey Abrams, avvenuta per pochi voti di scarto. 

Abrams – che all’epoca aveva descritto un’elezione “marcia e truccata” – ieri è tornato all’attacco dal suo account Twitter, addossando a Raffensperger tutte le responsabilità per la gestione delle operazioni di voto: “Deve smettere di puntare il dito e darsi da fare”.

I Georgiani meritano di meglio” ha poi commentato il democratico, aggiungendo: “Da Jasper a Fulton, a Coffee e Chatham le lunghe file, le macchine non operative e le comunità con risorse insufficienti sono state danneggiate”. 

Dal 2018 in Georgia i democratici hanno raccolto +700 000 iscrizioni nei propri registri il che ha aumentato il loro interesse nei confronti dello Stato del Sudest quale possibile ago della bilancia alle presidenziali del 2020 previste – salvo eventi eccezionali – per il prossimo 3 novembre.

Rachana Desai Martin, il direttore nazionale del comitato per la protezione degli elettori di Joe Biden – presunto candidato democratico alla presidenza e in attesa dell’ufficialità della nomina – ha definito “inaccettabile” quanto accaduto ieri durante le consultazioni rilevando come moltissimi elettori non abbiano ricevuto i moduli per il voto per corrispondenza, nonostante la richiesta nei termini stabiliti.

Intervistato dalla NBC News Martin ha osservato: “Ci restano solo pochi mesi prima che gli elettori di tutta la Nazione tornino ai seggi, e gli sforzi dovrebbero iniziare immediatamente per garantire che ogni georgiano – e ogni americano – sia in grado di esercitare in piena sicurezza il suo diritto di voto”, assicurando, in conclusione, che la campagna di Biden “rimarrà imperniata sulla difesa” del diritto di voto.

Anche il CEO della contea di DeKalb, Michael Thurmond, si è scagliato contro Raffensperger il quale, a suo dire, dovrebbe essere indagato dall’ufficio del governatore.

È responsabilità del Segretario di Stato addestrare, preparare ed equipaggiare il personale delle elezioni in tutto lo stato per garantire un accesso giusto ed eguale alle urne”.

E ha aggiunto: “Quei Georgiani che sono stati disincentivati dalla cattiva organizzazione statale che ha colpito oggi i sistema di voto in numerose circoscrizioni a DeKalb e lungo tutto lo Stato della Georgia meritano risposte”.

Kristen Clarke, presidente e CEO della Lawyers Commitee for Civil Rights Under Law, un gruppo per la tutela dei diritti civili, ha definito le operazioni elettorali di ieri “una catastrofe”.

Alla NBC, Clarke ha riferito come la sua organizzazione sia stata inondata di chiamate da parte “elettori incappati in ostacoli da siti elettorali non aperti in tempo, malfunzionamenti delle apparecchiature, file interminabili con tempi di attesa di diverse ore, schede insufficienti e altro ancora”. 

Secondo Clarke i tre quarti degli elettori che si sono rivolti all’organizzazione erano appartenenti alla comunità afroamericana.

Robb Pitts, presidente del Board of Commissioners della Contea di Fulton, all’Atlanta Journal-Constitution ha elencato un lungo elenco di problemi, tra cui un numero insufficiente di schede per il voto – anche per corrispondenza – nonché di apparecchiature per il conteggio dei risultati.

A complicare la già caotica situazione sono state le nuove macchine per il voto. Tali apparecchi, funzionanti con un sistema touchscreen, avrebbero dovuto registrare l’elettore e il suo voto e stampare una scheda in formato cartaceo da inserire poi negli appositi scanner per il conteggio. 

Tuttavia il nuovo sistema della Dominion Voting Systems – che, secondo le aspirazioni del governo statale, avrebbe dovuto garantire una maggior sicurezza rispetto a quello usato in precedenza dissipando così le preoccupazioni di molti attivisti locali – non avrebbe stampato nemmeno una scheda cartacea.

In più, molti elettori si sarebbero allontanati dai seggi senza esprimere la propria preferenza o senza che questa venisse conteggiata a causa della mancanza di personale che potesse guidarli nel corretto espletamento della procedura.

Richard DeMillo, professore di sicurezza informatica della Georgia Tech che ha seguito le procedure di voto dal College Park Auditorium di Atlanta, ha stimato che almeno la metà degli apparecchi doveva essere spento o fuori uso. 

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Per l’affluenza e le difficoltà riscontrate nelle procedure di voto, molti seggi elettorali si sono visti costretti a prolungare l’apertura ben oltre l’orario ufficiale delle 19.

Secondo Eddie Perez, esperto di tecnologia elettorale dell’OSET Institute, un’organizzazione no-profit, la “reazione a catena” che ha provocato le lunghe file in tutto lo Stato è stata la congiunzione di tali nuovi macchinari assieme all’accentramento dei seggi elettorali e alla carenza di schede per il voto per corrispondenza.

Dal canto suo, Raffensperger ha risposto alle critiche scaricando sulle amministrazioni locali le colpe dei malfunzionamenti.

Ovviamente la prima volta che viene utilizzato un nuovo sistema di voto è necessario del tempo per capirne il funzionamento e votare durante una pandemia ha solo complicato queste difficoltà. Ma molte altre contee hanno affrontato gli stessi problemi e si sono dimostrate più preparate ad assicurare agli elettori ogni opportunità di voto”.

Secondo il partito democratico, invece, la responsabilità ricadrebbe esclusivamente su Raspenberger il cui ufficio avrebbe mancato di fornire “il supporto e la formazione adeguati”. 
In una nota, alcuni esponenti del partito hanno dichiarato: “Chiediamo un’azione a livello statale da parte del Segretario di Stato – il funzionario responsabile delle elezioni in Georgia – per risolvere immediatamente questo problema”.

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