USA 2020: attesi gli esiti delle primarie in Wisconsin

Gli esiti delle primarie tenutesi ieri, mercoledì 7 aprile, in Wisconsin saranno pubblicati entro il lunedì di Pasquetta

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File interminabili seppur ordinate di votanti si sono radunate al di fuori dei pochi seggi elettorali predisposti nello Stato del Wisconsin, dopo la decisione della Corte Suprema di rigettare la richiesta del Governatore democratico Tony Evers di posticipare al 9 giugno lo svolgimento delle consultazioni elettorali.

Così gli elettori del Midwest – di maggioranza afro americana – hanno compiuto il proprio dovere civico nonostante la pioggia e soprattutto in pieno lockdown imposto per il contenimento dell’epidemia di coronavirus che nello Stato ha già registrato 2’500 casi positivi e circa 100 decessi in poco più di due settimane.

I risultati definitivi verranno pubblicati il prossimo lunedì 13 aprile per permettere il conteggio degli “absentee ballot“, i voti per corrispondenza.

Oltre a rimarcare le difficoltà di trovare volontari per permettere l’apertura dei soli 111 seggi in tutto il territorio nazionale, il Governatore Evers aveva motivato la richiesta di posticipo asserendo che “I cittadini non possono certo essere chiamati a scegliere tra il diritto democratico di voto e la tutela della loro salute“.

Tuttavia, la Corte del Wisconsin con quattro voti a favore e solo due contrari ha deciso diversamente concedendo quale unica possibilità quella del voto per posta fino alla data del 10 aprile.

La scelta di non procedere ad un rinvio è stata determinata dal fatto che nello Stato, oltre alle primarie del partito Democratico, le elezioni avrebbero riguardato anche il rinnovo di importanti cariche pubbliche tra cui l’elezione di alcuni sindaci, di dirigenti scolastici e di un giudice della Corte Suprema, negli Stati Uniti eletto al pari di ogni altro candidato politico.

Dal canto suo, il Presidente americano Donald Trump ha esortato la popolazione a recarsi ai seggi nonostante le difficoltà causate dalle restrizioni per il contrasto dell’epidemia dissuadendo gli elettori a ricorrere al voto per corrispondenza.

Persino Joe Biden, che solo pochi giorni fa aveva segnalato al proprio partito la necessità di organizzare una Convention “virtuale” per la nomina del futuro candidato democratico da remoto, non si è detto disposto a bloccare il voto in uno Stato come il Wisconsin che lo vede favorito rispetto al rivale, il Senatore del Vermont Bernie Sanders.
Al contrario, il front runner democratico ha caldamente invitato i cittadini a riversarsi nelle strade e attendere pazientemente di esprimere la propria preferenza, dichiarandosi anche contrario a un eventuale slittamento delle presidenziali in programma per il 3 di novembre.

Per approfondire: USA 2020: un’elezione “virtuale”

L’ex braccio destro di Obama, infatti, è sempre più affamato di delegati e al momento guida la corsa democratica con 1217 rappresentanti contro i 914 del suo principale rivale Sanders. Biden, dato per sconfitto dopo le prime consultazioni in Iowa e nel New Hampshire, è ora sempre più vicino all’obiettivo dei 1991 delegati che gli conferirebbero di diritto il titolo di candidato del partito democratico in vista della scelta di chi occuperà la Casa Bianca dal 2020.

Secondo le prime indiscrezioni, Biden confermerebbe il proprio vantaggio con il 62% delle preferenze rispetto al 34% del Senatore Sanders.

Risultato? Il Wisconsin, il “Dairyland’s” d’America, con le consultazioni di ieri è stato l’unico dei cinquanta Stati della Federazione a votare nel mese forse più critico per la crisi pandemica, durante la quale sono già stati superati i 370’000 contagi e le 100 mila vittime del covid-19.

Il New York Times, commentando lo svolgimento delle elezioni, lo ha descritto come il secondo più grave attentato alla democrazia dall’epoca del divieti di voto per la popolazione di colore.

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