Uragani: ecco come si classificano questi fenomeni

Gli uragani sono un fenomeno che fa paura a tutti, ma è bene non lasciarsi spaventare in maniera eccessiva ed informarsi. Ecco le varie categorie e le precauzioni da prendere.

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Ultimamente si sente parlare molto di uragani. Fenomeni meteorologici dalla portata distruttiva che adesso colpiscono prevalentemente continenti extraeuropei, essi potrebbero diventare tuttavia un problema anche nostro un domani per via dei cambiamenti climatici. Per questo è bene sapere con precisione cosa essi siano, come si classificano e come potersi in qualche modo difendere dalla loro furia distruttiva.

Innanzitutto, bisogna fare un passo indietro: l’uragano non è infatti un fenomeno a sé stante ma una sottocategoria che racchiude i casi più violenti di un altro fenomeno atmosferico, il tifone. Con “tifone” si intende la situazione in cui si crea un punto di bassa pressione atmosferica e, accanto ad esso, un violento moto rotatorio d’aria; a ciò si accompagna inoltre un moto traslatorio, ossia la forza che spinge il tifone a spostarsi da una zona all’altra, risultando ancora più pericoloso perché in grado di trasferirsi di città in città.

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Un tifone può essere tropicale (meno duraturo ma più violento) o extra-tropicale (più duraturo ma meno violento): il termine “uragano” faceva inizialmente riferimento solo ai tifoni tropicali, ma attualmente viene usato per tutti quelli più violenti con forza pari a 12. Una piccola precisazione: la scala che determina la forza dei tifoni va proprio da 1 a 12, quindi gli uragani sono soltanto i tifoni più potenti in assoluto. Ciò non significa, però, che essi siano tutti uguali: ecco la loro categorizzazione.

Le categorie degli uragani

Innanzitutto, ci sono dei fenomeni meteorologici che precedono gli uragani: infatti, si ha una “depressione tropicale” quando si ha un punto di bassa pressione senza venti; “tempesta tropicale”, quando si hanno punto di bassa pressione e venti tra i 72 ed i 135Km/h senza altri elementi supplementari. Di seguito le categorie vere e proprie.

  • Categoria 1: pressione superiore a 980Km/pa e venti inclusi tra 118 e 152Km/h. Si hanno danni a piante, danni superficiali a case, mareggiate non eccessivamente potenti ma in grado comunque di fare dei danni. Bisogna evacuare, ma non con eccessivo anticipo. Le case con buone fondamenta resistono.
  • Categoria 2: pressione fra i 965 ed i 979km/pa e venti tra i 153 ed i 176 km/h. Si hanno danni gravi a piante ed edifici (si iniziano ad intaccare le fondamenta). Le mareggiate precedono di ore i venti, per cui bisogna evacuare almeno 5 ore prima che il fenomeno si conclami.
  • Categoria 3: pressione fra i 945 ed i 964Km/pa e venti tra i 177 ed i 208Km/h. Si hanno danni gravi a piante (quasi sempre abbattute) ed edifici, soprattutto quelli più fragili. Mareggiate molto potenti, anch’esse in grado di danneggiare seriamente edifici prima ancora che si palesino i venti – soprattutto se trasportano relitti di grosse dimensioni. I terreni fino a 1,5m sul livello del mare ed a 20Km di longitudine da esso sono inondati. Bisogna evacuare la zona ore prima.
  • Categoria 4: pressione fra i 920-944Km/pa e venti tra i 209 ed i 248Km/h. Si hanno gravi danni a piante (distruzione totale) e ad abitazioni, con distruzione di porte e finestre non protette. L’uragano porta via categoricamente ogni ostacolo non eccessivamente pesante (anche macchine), si hanno danni considerevoli ai primi piani dei palazzi. Mareggiate terribili che anticipano di molto i venti, arrivano a 3m sul livello del mare e 10km di longitudine. Evacuare molto tempo prima.
  • Categoria 5: l’ultima categoria, quella degli uragani “disastrosi”. Non ci sono limiti di bassa pressione o di potenza dei venti, alberi anche di grandi dimensioni vengono buttati via ed i danni agli edifici sono i più grandi che si possa immaginare: molte costruzioni crollano completamente. Distruzione anche di macchine, roulotte, bungalow e quant’altro rientri in questa categoria. Le mareggiate arrivano a 8m sul livello del mare ed a 16 Km di longitudine. Evacuare moltissimo tempo prima.