Uniqlo, Katsuta: “I nostri capi non si indossano in una sola stagione”

Katsuta, responsabile della ricerca e del design di Uniqlo, in un'intervista a Wallpaper ha toccato vari temi, tra i quali la sostenibilità, l'importanza dei negozi fisici e gli obiettivi dell'azienda.

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Uniqlo azienda di abbigliamento giapponese
I progetti di Uniqlo tra sostenibilità, vendite e negozi fisici.

Uniqlo è un’azienda di abbigliamento giapponese che sta riscuotendo numerosi consensi a livello mondiale. I clienti apprezzano particolarmente la morbidezza del cashmere dei suoi abiti, i prezzi contenuti, le magliette in cotone leggero ed anche le giacche imbottite a strati. Inoltre hanno ottenuto successo le collaborazioni che la società nipponica ha avviato con brand importanti, quali Jil Sander, Marimekko, Lemaire, JW Anderson, senza dimenticare le partnership con artisti e musicisti come Takashi Murakami e Billie Eilish.

Yuki Katsuta, responsabile della ricerca e del design di Uniqlo, ha rilasciato un’intervista al portale Wallpaper nella quale ha spiegato quali sono i principali obiettivi che si pone l’azienda. Innanzitutto, parlando del ritorno della collezione +J Jil Sander che, dopo aver debuttato nel 2011 è tornata alla ribalta durante l’Autunno-Inverno 2020, il dirigente ha voluto ringraziare tutti i clienti. Quindi si è detto orgoglioso del fatto che il progetto abbia incontrato l’approvazione non solo degli storici consumatori del marchio giapponese, ma anche di una nuova clientela più giovane.

Uniqlo: dalla sostenibilità ai negozi fisici

Uniqlo è molto attenta alla tematica della tutela dell’ambiente. A tal proposito, Katsuta ha spiegato che la produzione sostenibile della società giapponese si basa su due fasi distinte. Il primo momento è quello relativo alla “sostenibilità tecnica”, che consiste nell’utilizzo di materiale riciclato. In quest’ottica il brand ha puntato su poliestere riciclato e piumino mentre, per quanto riguarda il denim, viene prodotto con delle metodologie che permettono di non sprecare troppa acqua.

Il secondo step invece è quello che punta ad immettere sul mercato degli abiti che i clienti non vadano ad indossare soltanto per una stagione, ma che possano essere validi “per i prossimi tre, cinque e dieci anni”.

In merito agli effetti che l’epidemia di coronavirus ha avuto sul settore della moda, il dirigente ha affermato che quasi tutte le società hanno cominciato ad immettere sul mercato dei capi che le persone potessero indossare tranquillamente a casa. Infatti anche Uniqlo in questi mesi ha notevolmente ampliato la gamma di collezioni casalinghe. Nonostante ciò, i responsabili dell’azienda nipponica si sono resi conto che le persone sentono comunque il bisogno di avere una moda che sappia mettere in risalto “la propria individualità”. Ed è per questo motivo che gli addetti ai lavori si sono dati da fare per “fornire nuova energia creativa ai clienti”.

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Guardando al futuro del comparto vendita, Katsuta ha ricordato che in quest’ultimo anno Uniqlo ha aperto 12 nuovi negozi nel mondo. A suo parere, non bisogna mettere da parte lo store fisico che, anzi, è destinato a diventare “sempre più rilevante”. Il responsabile del design del marchio giapponese ritiene che la comunicazione non possa avvenire per sempre “solo tramite video o SMS”.

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