Uniqlo batte Zara nella classifica dei brand “fast fashion”

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Uniqlo batte Zara

Uniqlo batte Zara nella classifica dei marchi definiti di “fast fashion”. Infatti, oggi si stima che sia uno dei più potenti ed influenti sul mercato, con un valore di ben 103 milioni di euro. Uniqlo appartiene alla holding giapponese Fast Retailing, che attualmente supera il gruppo spagnolo Index, proprietario invece di Zara. Index ha, infatti, subito un forte calo rispetto agli anni precedenti, giungendo a posizionarsi seconda in classifica. La ragione di tale inversione di rotta è, per lo più, da rintracciare nella differente strategia di ripresa in seguito alla dura battuta d’arresto. La pandemia da covid-19 ha tristemente piegato il mondo dell’economia, del mercato e del commercio al suo “volere”. Mentre però il mercato nel mondo orientale si sta risollevando rapidamente e, da quanto emerge, più forte di prima, il mercato europeo sta ancora facendo i conti con gravi difficoltà.

Perché Uniqlo batte Zara?

Nello specifico, le ragioni per le quali il brand Uniqlo riesce a sorpassare Zara aggiudicandosi la prima posizione in classifica, hanno radici in un dato di fatto piuttosto semplice ed evidente. L’attuale situazione, mondiale, è certamente tra i motivi che spiccano innegabilmente ma non sono i soli. Infatti, il brand Uniqlo promuove uno stile differente rispetto a quello di Zara, pur essendo entrambi riconducibili all’etichetta di fast fashion. Uniqlo produce principalmente un abbigliamento casual, sportivo e loungewear. Contrariamente a Zara, che produce linee d’abbigliamento improntate a essere eleganti e raffinate seppur lowcost. La differenza sta nelle esigenze attuali. In questo preciso momento storico la richiesta è maggiormente rivolta a quel genere di abbigliamento che consenta di essere comodi ed a proprio agio tra le mura di casa. Lo stile minimal ed essenziale ha la meglio su stili più elaborati e raffinati.

Activewear batte chic: Uniqlo batte Zara

I mesi scorsi hanno infatti registrato una forte domanda di capi sportivi ed activewear, dal momento in cui la maggior parte della giornata era da trascorrere a casa. Le occasioni di convivio e di aggregazione si sono notevolmente ridotte, se non momentaneamente scomparse per alcuni ambiti. Di conseguenza i capi di Zara hanno iniziato a non rispondere più alle necessità. La vita della maggior parte della gente, ha iniziato a modellarsi al di là dello schermo di un pc. Il lavoro è divenuto, laddove possibile, “smart working“. La scuola, fatta eccezione per alcuni casi, è diventata DAD, didattica a distanza. E così via, dall’attività sportiva alle video chiamate con gli amici per un “aperitivo virtuale”. Naturalmente, in un simile scenario, mutano le esigenze: i tacchi, le gonne ed i tailleur da ufficio lasciano spazio alle tute, alle maxi felpe e alle t-shirt.

Uniqlo: basic e minimal

Uniqlo riesce a far fronte alla richiesta attuale. I capi del brand sono infatti un concreto esempio di minimalismo, essendo realizzati in maniera estremamente semplice e priva di fronzoli. No accessori, no ricami ne decorazioni: un vero inno al minimal. Le linee degli abiti sono molto basiche e presentano un’ampia scelta di colorazioni, così che si possa giocare con gli abbinamenti. Abbigliamento confortevole, perfetto per sentirsi a posto ed in ordine anche a casa, lontani da occhi indiscreti. Perfetti quando ci troviamo ad essere esposti al solo occhio della webcam. Tuttavia, è piuttosto presumibile che quando giungerà il momento in cui si potrà assaporare nuovamente il gusto della libertà, si registrerà un ulteriore inversione di rotta. Non ci resta che attendere!