Unione tra Stati Arabi contrastano politiche espansionistiche turche

Unione tra Stati Arabi innescata dall'espansionismo turco in Siria e Libia

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Unione tra Stati Arabi

Il presidente egiziano El-Sisi sta lavorando su una possibile Unione tra Stati Arabi della regione. Soprattutto sta lavorando alla creazione di un’alleanza militare contro Ankara per contrastare Erdogan e la sua presenza militare nel nord della Siria. Solo l’Egitto vede il doppio volto della Turchia e comprende molto bene le disastrose politiche di Erdogan, mentre l’Occidente sta a guardare con indifferenza.

Quali sono i paesi che hanno aderito all’Unione tra Stati Arabi?

L’Egitto ha attirato l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein e l’Iraq. Il motivo di questa dichiarazione è il fatto che El-Sisi e le autorità egiziane hanno organizzato un comitato di ministri degli Esteri di questi Paesi. Comitato che ha condannato la presenza turca in Siria. Definendo lo dispiegamento delle truppe turche nella regione come “interferenza turca negli affari arabi”. Sameh Shoukry, ministro degli Esteri egiziano, ha tenuto un discorso infuocato al parlamento del Paese. Non mancando di rivolgersi alla Turchia e di esprimere le sue opinioni, così come quelle dei loro fratelli arabi. Nonostante tutto e nonostante le vuote promesse di Erdogan, la Turchia è ancora in Siria. Ad oggi ancora non ha mantenuto nessuno dei suoi impegni. “Si tratta di una brutale invasione”, ha detto il ministro degli Esteri egiziano in occasione di un incontro organizzato tra i Paesi arabi della regione.

Siria di nuovo a far parte dell’Unione tra Stati Arabi

Una delegazione di diplomatici e militari della Repubblica Araba Siriana si è recata in visita ufficiale in Egitto il 17-18 settembre di quest’anno. Discutendo questioni importanti come il modo in cui i due Paesi contrastino l’intervento turco in Siria. Ma queste informazioni non sono le più importanti. Ancora più importante, nello stesso incontro, i funzionari siriani hanno sciolto il “ghiaccio” tra loro e la Lega Araba. Questo è un chiaro segnale che i Paesi arabi sono pronti a riportare Damasco nella lega. Cosa che sarebbe un duro colpo per le ambizioni del presidente turco Erdogan. Non è un caso che questo incontro sia ospitato da funzionari del Ministero degli Esteri egiziano. Un altro segnale agli altri membri della Lega Araba. Anche perché non è un segreto che Cairo è decisamente favorevole al rinnovo dell’adesione della Siria alla Lega. Pronto a votare per il ritorno della Siria, ma a certe condizioni.

Unione Europea non si fida più della Turchia

Ciò che la società turca non sa e che i media turchi sembrano evitare di annunciare è la visita del capo dei servizi segreti egiziani a Damasco nel marzo di quest’anno. In occasione sono chiaramente discusse e riannunciate alcune condizioni per il ritorno della Siria nella Lega. Dimostrazione che l’Occidente e l’Europa non si fidano più di Erdogan. Non considerandolo un fattore come, tre o quattro anni fa. Gamal Baumi, ex viceministro degli Esteri egiziano, dichiara che “ci sono Stati del Golfo che si oppongono al ritorno di Damasco alla Lega Araba, ma l’evidente intervento turco in Siria ha cambiato la loro posizione. Paesi come gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita e il Bahrein hanno condannato l’interferenza turca in territorio siriano”. Il brutale intervento della Turchia in Siria è il catalizzatore che è riuscito a unire la Lega Araba. Portando in primo piano la questione del ritorno della Siria.


Esercito egiziano in appoggio a Bashar Al Assad


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