Ungheria: entrata oggi in vigore la legge anti-LGBT

Continua lo scontro con Bruxelles

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Oggi in Ungheria è entrata in vigore la controversa legge anti-LGBT. Continua così lo scontro tra Budapest e Bruxelles. La Commissione UE ha definito la legge “vergognosa” e ne ha chiesto il ritiro. Tuttavia Budapest continua a difendere la legge e ha affermato che rappresenta una “difesa per i minori”.  Cosa farà l’UE?

Ungheria: entrata in vigore la legge anti-LGBT?

Oggi in Ungheria è entrata in vigore la legge anti-LGBT. Il testo, firmato dal presidente ungherese Viktor Orban 15 giorni fa, ha scatenato un duro scontro con Bruxelles. Budapest difende con tutte le forze la norma, affermando che è “in difesa dei minori”. La presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha definito invece la legge vergognosa, sottolineando che non serve alla protezione dei bambini ma utilizza l’argomento come pretesto per discriminare l’orientamento delle persone. Bruxelles ne ha chiesto il ritiro, mentre il governo di Orban ha annunciato di volerla mantenere.

Il portavoce di Orban, Zoltan Kovacs, ha affermato: “Il cosiddetto dibattito al Parlamento europeo sulla legge sulla protezione dell’infanzia in Ungheria è stata una parata da circo, un nuovo livello di imperialismo coloniale e morale. Si tratta di Orbanofobia e di un attacco all’Ungheria. Che peccato”.

L’approvazione del disegno di legge

L’Assemblea nazionale ungherese ha approvato il disegno di legge lo scorso 15 giugno. La legge ha ottenuto un voto di 157 a 1. A votare a favore sono stati il partito al governo Fidezs del premier Orban, che detiene la maggioranza, e i legislatori del partito di destra Jobbik. Gli altri partiti di opposizione hanno boicottato la sessione di voto per protestare contro la discriminazione delle persone LGBT.   

Ungheria rischia il blocco del Recovery Plan?

Secondo alcune notizie circolate ieri, è sembrato che la Commissione UE volesse sospendere il Recovery Plan all’Ungheria. Tuttavia le dichiarazioni ufficiali hanno smentito questa notizia. Il Commissario all’economia, Paolo Gentiloni, ha affermato: “La Commissione sta valutando il piano di rilancio dell’Ungheria soprattutto sul rispetto delle raccomandazioni paese del 2019-2020. Tra cui il rispetto dello stato di diritto, corruzione, indipendenza dei giudici. Quello che stiamo valutando in particolare per l’Ungheria è il meccanismo di audit, il trattamento equo e non discriminatorio dei beneficiari dei fondi, e le sfide delle raccomandazioni UE sullo stato di diritto come corruzione, indipendenza della magistratura aumento della concorrenza”.

Gentiloni ha quindi detto che il piano di rilancio ungherese, come gli altri, deve rispettare le raccomandazioni presentate dalla Commissione. Nel caso del governo Orban quello che desta preoccupazione è la rete oligarchica di affaristi che gestisce i fondi europei. Gentiloni ha poi sottolineato che si tratta di raccomandazioni sulla politica economica che non hanno niente a che vedere con questioni come la legge anti-LGBT. Ha quindi detto che trasmettere l’idea e il sospetto di una politicizzazione del Recovery Fund alza le tensioni e radicalizza i fronti, dando l’idea che sia in corso una battaglia fatta di minacce e rappresaglie economiche.


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