Le cinque terre

Un’area agricola sperimentale nel cuore del Parco delle Cinque Terre

Un orto di 250 metri quadrati dove crescono carciofi, pomodori, biete, zucchini; ottanta nuovi ulivi; un quarto dei quasi due chilometri di muri a secco recuperati; due edifici rurali, dei tre presenti, restaurati. E tre arnie per l’apicoltura nell’uliveto. Trova tutto questo, oltre a una vista mozzafiato sul mare e sulla costa ligure, fino a Podere Case Lovara a Punta Mesco.

Aperto alle visite da poche settimane grazie al FAI, l’area di Punta Mesco, che l’uomo ha coltivato dal Medioevo fino all’ultimo decennio del Novecento, viene acquistata negli anni Novanta dall’immobiliare Fiascherino di Monza per farne un insediamento turistico. Con l’istituzione nel 1999 del Parco Nazionale delle Cinque Terre, il progetto venne però bloccato: l’amministratore dell’immobiliare, Adriano Piva, decise quindi di donare la proprietà FAI.

Si trova sul sentiero che collega Levanto a Monterosso, immerso nella macchia mediterranea a 240 metri di altitudine, nel Parco Nazionale delle Cinque Terre. Sono 45 ettari di terreno dove dal Medioevo si coltivano ulivi e viti, ma che negli ultimi vent’anni erano stati abbandonati. La natura, lasciata a se stessa, aveva cancellato quanto creato nei secoli, facendo crollare quei muretti a secco che permettevano la coltivazione e difendevano il territorio dal rischio idrogeologico. Grazie a un finanziamento di un mlione e mezzo di euro della Fondazione Zegna, da sempre impegnata nei progetti di restauro del paesaggio , e ai contributi di Lucart, Ikea Italia e Deutsche Post Foundation, il FAI è impegnato in una grande sfida: completare il restauro degli edifici e del paesaggio, ripristinare le coltivazioni e far funzionare Podere Case Lovara come un’azienda agricola (la prima creata dal FAI) con agriturismo, dotata di moderne tecnologie di sostenibilità ambientale ed energetica. L’unicità di Podere Case Lovara non è solo dovuta alla bellezza e al fascino di un luogo a picco sul mare, ma anche al modello sperimentale applicato al recupero e alla gestione produttiva di un paesaggio che da secoli lega una forte impronta umana a uno scenario naturale che necessita della massima tutela. Per mettere a punto il progetto di restauro, il FAI si è avvalso della collaborazione di due importanti istituzioni accademiche: l’Università di Firenze, che con il Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali ha studiato gli aspetti paesaggistici e ambientali e della biodiversità e il recupero delle pratiche agro-forestali tradizionali, e l’Università di Genova, che con il Dipartimento di Scienze per l’Architettura si è occupata del recupero conservativo dei manufatti rurali e degli edifici nonché della loro rifunzionalizzazione nel rispetto della particolarità del luogo, e con il Laboratorio di Archeologia e Storia Ambientale ha supportato la progettazione attraverso indagini di storia ambientale che hanno permesso l’acquisizione di importanti informazioni sulla storia del paesaggio rurale del Podere a partire dal XVII secolo a oggi.

Per maggiori informazioni riguardo ingressi ed orari si può consultare http://www.visitfai.it/poderecaselovara/la-tua-visita/info-e-orari

Una vista mozzafiato sulla costa ligure, una storia , una ristrutturazione, tutto da ammirare e vivere

Dott.ssa Rosa Ferro

 

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