Un’App per opere rubate: ID-Art è utilizzata da Interpol

Il software permette di confrontare un'opera con quelle del database dei pezzi scomparsi

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Diventa un agente di Interpol e aiuta a recuperare i capolavori trafugati con l’App per opere rubate. L’applicazione è collegata al database dell’organizzazione che riceve le segnalazioni e verifica la corrispondenza coi pezzi scomparsi.


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Quali pezzi sono stati recuperati con l’App per opere rubate?

L’applicazione ha già permesso di ritrovare dipinti e sculture scomparse durante la fase di prova. Infatti, nel 2017 l’Organizzazione internazionale della Polizia criminale ha recuperato “Giovane come Bacco” di Jan Franse Verzijl. Il quadro era perso da 80 anni ed era una confisca dei nazisti. Nel 2015 era in vendita ad una fiera dell’arte e la segnalazione ha indirizzato gli inquirenti sulla pista giusta. Il software ID-Art ha anche portato all’individuazione di due statue localizzate in Italia e presentate su una piattaforma di scambi. Una verifica del catalogo di un e-commerce che coinvolge una casa d’aste di Amsterdam ha permesso di rintracciare un’altra opera di scuola olandese.

Il funzionamento dell’applicazione

Gli utenti, inserendo i dati delle opere d’arte nel database dell’Interpol, diventano dei collaboratori dell’ordine pubblico. Infatti, l’applicazione permette di fare le fotografie del pezzo e registrare la posizione geografica. Si possono caricare anche le informazioni sul capolavoro e le sue condizioni. Il software compara il dipinto con quelli presenti nella banca dati con 52mila records e qualora corrisponda, invita l’utilizzatore a segnalarla all’Interpol. Pertanto il programma per dispositivi mobili è una risorsa che si inserisce nelle azioni di tutela del patrimonio dei beni culturali.

Uno strumento valido anche per i collezionisti

Il software è utile anche ai collezionisti che hanno a disposizione un inventario di immagini e descrizioni dei pezzi. Gli utenti hanno così a portata di smartphone un’applicazione con cui controllare se è l’opera è rubata. Inoltre, permette di registrare gli oggetti della propria raccolta a cui l’Interpol può accedere in caso di furto. Un’opzione documenta lo stato dei luoghi culturali a rischio.