L’annuncio è di quelli che mandano in fibrillazione : l’edizione 2018 del Party-San Open Air, che avrà luogo dal 9 all’11 Agosto a Schlotheim, in Turingia, vedrà la reunion degli storici Unanimated.

Unanimated Logo
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Non sappiamo ancora se Micke Broberg e soci si esibiranno soltanto sul palco dell’ormai consolidatissimo festival tedesco, o se, come pensiamo e speriamo, prenderanno parte a diversi eventi.

La prima incarnazione degli Unanimated vide la luce nel 1988 a Stoccolma, per mano di Richard Cabeza ( futuro bassista dei Dismember e cantante dei General Surgery…non proprio l’ultimo arrivato quindi ) alla voce, Peter Stjärnvind alla batteria e Johan Bohlin alla chitarra.

Due anni dopo incisero un demo contenente un paio di tracce : “ Unholy funeral “ e “ Ancient god of evil “, ed iniziarono a calcare i primi palcoscenici.

Dopo la registrazione del secondo demo Fire storm, la band vide l’uscita di Richard Cabeza, per i suoi impegni con i Dismember, e registrò l’ingresso di Micke Jansson alla voce e Daniel Lofthagen al basso.

Caratteristica principale degli Unanimated è sempre stata quella di voler suonare “estremi”, ma con una buona dose di melodia. Intento perfettamente riuscito nel loro primo album, “In the forest of the dreaming dead” in cui tastiere e chitarre acustiche contribuiscono in maniera determinante alla creazione di atmosfere eteree, ipnotiche, cupe e profonde. Il loro stile all’epoca era molto più death metal oriented.

Con il secondo lp “ Ancient god of evil “ le influenze black metal si fanno molto più marcate, già la registrazione presso i mitici Unisound studios e l’uscita per l’altrettanto mitica etichetta No Fashion Records sono una garanzia, le melodie la fanno da padrone, a partire da Life Demise, cavallo di battaglia della band, canzone diretta che si stampa in mente dal primo ascolto.

P.S.O.A. - Party.San Metal Open Air
P.S.O.A. – Party.San Metal Open Air

Nel 1996 lo scioglimento, fino al 2007, quando Cabeza e Bohlin rimettono in piedi la baracca e nel 2008 firmano per la Regain Records. L’anno successivo esce “ In the light of darkness “, un calderone di atmosfere agghiaccianti, riff ossessivi e morbosi nella loro eleganza e classe, una sezione ritmica mai troppo veloce ma marziale e martellante. Degnissimi eredi dei DIssection.

Per quanto mi riguarda, è già partito il conto alla rovescia per la loro esibizione in terra di Germania!!!!

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