“Una voce come Sinatra”: il Cav. Berlusconi corteggia parlamentari

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Una voce come Sinatra

Silvio Berlusconi, una voce come Sinatra, il talento canoro, che spera che con la sua voce piacevole sedurrà dozzine di parlamentari affinché sostengano la sua candidatura per diventare il prossimo presidente dell’Italia“. Ciò, è quanto riportato su un noto tabloid inglese. Il profilo descritto è quello di un ex Presidente del Consiglio italiano, che da ex crooner delle navi da crociera, ha iniziato la sua attività imprenditoriale nel campo dell’edilizia. Il self-made man di italica fattura. Che dagli anni ’80 diffonde libertà nell’etere e sui giornali. E dai primi ’60 costruisce periferie di lusso. Attingendo inizialmente da fondi svizzeri di dubbia provenienza.

Una voce come Sinatra: Berlusconi a cosa punta?

Dunque dopo sette anni di presidenza Mattarella, siamo pronti a cambiare capitano della nave. Infatti, le elezioni del nuovo Capo dello Stato iniziano il 24 gennaio 2022. Dopo Scalfaro, Ciampi, Napolitano I e Napolitano II, il prossimo Presidente dovrebbe essere espressione dell’area di centrodestra. E questo lascia qualche zona d’ombra. In quanto le voci che circolano sembrano condurre verso personalità dalla scarsa levatura mediatica. Non di secondo, ma di terzo piano. L’85enne miliardario magnate dei media, che ha servito quattro mandati come premier, è il candidato ufficiale dell’alleanza di centrodestra italiana. E controlla tre canali televisivi nazionali, un quotidiano e diverse riviste. Silvio Berlusconi punta quindi a completare la sua variegata carriera trasferendosi nel vasto palazzo presidenziale di Roma. Che un tempo era la dimora dei papi.

Una voce come Sinatra: Berlusconi corteggia i parlamentari del centrosinistra

Escluso temporaneamente dai pubblici uffici dopo una condanna per frode fiscale nel 2013 è ancora sotto processo. Per presunta corruzione di testimoni. In un caso di prostituzione minorile. Legato alle sue famigerate feste sessuali. E che ora sta facendo pressioni per il Colle. Per ravvivare le sue credenziali da statista alla presidenza, da oltre una settimana Vittorio Sgarbi, deputato, critico d’arte e sottosegretario alla cultura nel secondo dei quattro governi Berlusconi, ha orchestrato chiamate con una cinquantina di parlamentari di centrosinistra con il Cav. Per sostenere la candidatura al Colle. E stabilire se il leader miliardario di Forza Italia può raccogliere abbastanza voti per vincere. Dice Sgarbi: “Queste sono persone senza un interlocutore da chiamare a casa. Quindi quando ricevi una chiamata da Berlusconi ti senti importante. Finora abbiamo fatto 50 chiamate e 15 sembravano pronte a votare per lui. È lui a parlare, non io, e ha una voce come Frank Sinatra. Per me, la sua sola voce può portare almeno altri 20 voti”.


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Operazione scoiattolo

Queste telefonate denominate “operazione scoiattolo” rientrano nella manovra del leader di Forza Italia per la sua corsa al Quirinale. Sul tabloid inglese si legge: “ha rotto con la tradizione facendo spudoratamente una campagna per ricevere l’incarico. La sua offensiva di fascino, che include la propaganda telefonica di parlamentari non affiliati i cui voti potrebbero assicurargli la vittoria e invitandoli scherzosamente al suo “partito bunga bunga”‘, sta alimentando le tensioni nella coalizione di governo italiana. Accendendo proteste tra gli italiani. Che trovano abominevole la prospettiva che Berlusconi tormentato dallo scandalo diventi Capo di Stato”. Come è noto la presidenza italiana ha poteri limitati ed è in gran parte cerimoniale. Ma il presidente gioca un ruolo chiave nella risoluzione di impasse politici. Che non sono rari in Italia. E queste elezioni arrivano prima di una nuova stagione di campagna elettorale. E cioè prima delle elezioni parlamentari del 2023.

Salta il vertice del centrodestra

Sono giorni molto concitati questi. Silvio Berlusconi tiene Salvini e Meloni sulle spine. E salta il vertice di centrodestra. Previsto per oggi. Dunque la politica italiana è prigioniera del suo passato. Tutti sono disposti a sottoscrivere l’affermazione guardando alla rinascita di Berlusconi che si prende il centro della scena. E rimette in pista l’eterna diatriba tra pro e contro il Cavaliere. Che lui sia una presenza ingombrante non c’è dubbio. Che susciti più di un interrogativo inquietante anche. Intanto Giorgia Meloni fa sapere che “nel caso in cui la disponibilità del Cavaliere venisse meno Fratelli D’Italia è pronta a formulare le sue proposte“. E ribadisce l’importanza della coesione. “Solo se unita la coalizione ha i numeri per giocare la partita da protagonista”.