Nei giorni scorsi è stato commesso un atto di inciviltà e vandalismo nella cittadina di Castelleone di Suasa, in provincia di Ancona. E’ stata incisa una svastica sul portone principale della “casa del Popolo”, sede del partito democratico del paese.

Il fatto è accaduto proprio durante le celebrazioni legate alla “giornata della memoria”, momento di ricordi e commemorazioni per non dimenticare gli orrori della persecuzione e della disumana strage degli ebrei. Il 27 gennaio 1945 -giorno in cui si spalancarono i cancelli di Auschwitz- una data da tenere impressa per imparare dalla storia ad essere uomini migliori, affinché gli strazi accaduti  non si ripetano.

Proprio per questo l’evento fa ancora più indignare e riflettere: non si può credere che ci sia ancora chi inneggia ad un’ideologia che fu causa di un tale sterminio, anche se questo  fosse “solo” un gesto  superficiale , uno scherzo di cattivo gusto di giovani poco pensanti.

Immediata la reazione dell’Amministrazione comunale che ha dichiarato “Come Amministratori vogliamo esprimere la nostra forte e decisa condanna verso questo gesto, e vogliamo augurarci di non doverne vedere mai più; chiunque ne sia l’artefice colga lo spunto dagli innumerevoli documentari, dai film, dalle interviste che la televisione ci offre in questi giorni, per ristudiare la storia, per capire, per non ripetere” .

Dalle sezioni Anpi dei comuni limitrofi di Senigallia e Trecastelli si legge: “un gesto che apre in noi ferite profonde, il dubbio che non si stia facendo abbastanza per impedire alla storia di ritornare, la paura che siano bastati pochi anni per cancellare un orrore indescrivibile e il timore che certi valori, che vanno ben oltre la semplice memoria, non siano così radicati nelle nostre comunità.”

Infine, l’episodio è stato condannato anche dal Pd di Corinaldo, che ha espresso la propria solidarietà in un comunicato stampa: “in questa stagione politica di chiusura e di divisione, terreno fertile per il divampare di atteggiamenti discriminatori e violenti, sentiamo il dovere di alzare la voce di fronte anche gesti estemporanei come quanto accaduto a Castelleone perché non possiamo più permetterci di sottacere nemmeno ai più piccoli atti che vanno contro i nostri valori democratici e costituzionali”.

Ci si augura che la svastica, simbolo riconvertito di arianesimo e antisemitismo radicale, non sia più adoperata nel terzo millennio per inneggiare ad ideali sbagliati o invocare azioni terribili, ma si veda solo nei documentari a ricordo di ciò che l’umana cattiveria può generare.

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