C’era una volta un bambino di nome Francesco d’Amanzo che aveva una sorella di poco più grande di lui, con disabilità ciò gli faceva molto male per il grande amore che provava verso la sorella con cui era solito giocare, andare ai campi scuola con l’Azione Cattolica, mangiare le pizze ogni sabato durante la loro adolescenza.


Il nome della sorella era Silvia dopo le medie aveva fatto la Scuola magistrale per maestra Scuola materna ed aveva ripreso a studiare per ottenere un quinto superiore a ventisei anni, mentre Francesco a quasi diciannove anni finito il liceo scientifico aveva ottenuto dai suoi genitori di trasferirsi ad Ancona per fare ingegneria ambiente e territorio li conobbe una ragazza con la quale ebbe una lunghissima storia d’amore; in seguito ebbe altre due storie con donne di molto più grandi di lui, ma il distacco sia pur comprensibile ed inevitabile, tra fratello e sorella portò quest’ultima a soffrire per la mancanza del fratello; inoltre siccome era molto gelosa non riuscì subito a farsi piacere le partner di Francesco.

La vita universitaria di Francesco nel 2002 stava per volgere al termine mancavano pochissimi esami e la tesi che il ragazzo non riuscì a terminare per mettersi a lavorare.


Nel 2001 aveva co-fondato un’Associazione di clown terapia che si chiamava “Ridere per vivere” e che successivamente nel 2007 prese il nome di “Il baule dei sogni” che si occupava di formare clown e clown dottori infatti l’Associazione aveva scoperto il valore del sorriso come terapia fondamentale per i pazienti anziani, disabili o bambini costretti a lunghe degenze ospedaliere specie Francesco che dal 2010 al 2013 era stato il Presidente di tale associazione affiancava al suo lavoro come ingegnere presso una ditta di impianti fotovoltaici il suo impegno a favore dei bambini dei reparti pediatrici di Pesaro, Macerata, Civitanova Marche ed il salesi di Ancona dove col suo naso rosso da clown dottore, infatti il suo nome clown era DOTTOR MASCALZONE faceva sorridere i piccoli pazienti e le loro famiglie finché un brutto giorno del  2010 aveva scoperto di avere un melanoma che sembrava sconfitto tanto che nel 2012 col benestare dell’oncologa parti insieme a due amici per Maputo capitale del Mozambico per poi proseguire il suo viaggio da solo presso paesi poveri della Tanzania e del Malawi per fare rientro in Italia ad inizi settembre 2012; purtroppo il melanoma si ripresentò più aggressivo che mai verso marzo del 2015 per alla fine, portarselo via in soli due mesi dall’ultima operazione fatta il 12 luglio 2016.

Il cuore di “Questo grande uomo”, che era diventato per tutti coloro che lo conobbero, un eroe purtroppo cessò il suo lavoro il 12 settembre 2016, lasciando un grande vuoto in tutti coloro che incontrò nella sua breve vita aveva solo trentanove anni, ne avrebbe compiuto quaranta il 26 ottobre 2016.

Concludo questo articolo dicendovi che l’ho conosciuto ed anche molto bene, infatti a chi fosse sfuggito il cognome, rilascio questa mia dichiarazione d’amore per la persona più importante della mia vita mio fratello.

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