Una prima “vittoria” per i manifestanti di Hong Kong ma le violenze continuano inesorabili

Ancora violenze a Hong Kong. Per l'Alta corte la legge che vieta le maschere è incostituzionale

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Il sovrintendente capo della polizia di Hong Kong, Kwok Ka-Chuen, nella conferenza stampa di ieri, con un messaggio rivolto agli studenti asserragliati nel campus ha detto “Se abbandoneranno le armi, seguiranno le istruzioni della polizia e si assumeranno le loro responsabilità legali, la polizia non userà la forza“.

Carrie Liam ha assicurato che al momento non c’è la necessità di chiedere aiuto all’Esercito fino a quando il suo governo e la polizia riusciranno a gestire le violenze che si stanno consumando nelle ultime ore.

Le forze dell’ordine hanno circondato il campus universitario ma sono un centinaio i manifestanti ancora dentro al Politecnico, 600 le persone andate via tra cui anche 200 minori. I manifestanti con meno di 18 anni sarebbero stati solo identificati, ma ciò non esclude che possano essere poi indagati. I restanti 400 sono stati arrestati.

Intanto il bilancio dei feriti sta salendo di ora in ora. Secondo fonti ospedaliere, nelle ultime 36 ore, sono rimaste ferite 38 persone negli scontri tra la polizia e manifestanti. Tra questi ci sono cinque feriti in gravi condizioni. Secondo quanto riportato dalla BBC, da venerdì a domenica sono stati compiuti 154 arresti, di cui 103 uomini e 51 donne di età compresa tra i 13 e i 54 anni.

Intanto dalla Cina, il parlamentare Ted Hui Chi-fung, entrato nel Politecnico, ha affermato “gli scontri al momento sono sospesi, la polizia non può entrare ma neanche i manifestanti possono uscire“.

Le scuole sono rimaste ancora chiuse, mentre nell’area di Kowloon, dove sono in corso gli scontri, sono presenti forze dell’ordine munite di fucili d’assalto M4. La polizia aveva già avvisato i manifestanti che si  sarebbe ricorsi anche alle armi da fuoco, se necessario, per ripristinare l’ordine.

La protesta democratica di massa va avanti da cinque mesi e dieci giorni fa c’è stata la prima vittima. Un giovane manifestante ventiduenne della Hong Kong University of Science and Technology che aveva riportato gravi ferite alla testa dopo la caduta da un parcheggio multipiano, non ce l’ha fatta.

E dall’UE arriva un monito a tutte le parti di mettere fine alla violenza e all’uso della forza, allentare le tensioni e tornare ad un vero dialogo.

Così la portavoce del Servizio europeo di azione esterna, Maja Kocijancic, “Abbiamo visto notizie di soccorritori e medici che sono stati arrestati mentre cercavano di assistere persone feriti, il che è fonte di preoccupazione. Ripetiamo il nostro appello a tutte le parti a esercitare moderazione e avviare un dialogo costruttivo“.

Intanto l’Alta Corte di Hong Kong ha stabilito che il divieto di utilizzare maschere durante le proteste, introdotto ad ottobre dal capo dell’esecutivo Carrie Lam, è “incompatibile con la Legge fondamentale“.

E l’attivista pro-democrazia Joshua Wong su Twitter ha scritto “Una rara vittoria legale per i manifestanti di Hong Kong“. E ha anche lanciato un appello per sostenere con cibo e medicinali gli studenti assediati nel Politecnico. Ciò lascia intendere che per il momento i manifestanti non hanno intenzione di arrendersi.

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