Una Nazione annientata economicamente

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Una Nazione

Se analizziamo questa Pasqua, noteremo come una Nazione l’ha trascorsa agli arresti domiciliari di massa e dall’anno scorso non c’è stato alcun significativo cambio di passo nella strategia per contrastare il virus.

Ma oggi, rispetto allo scorso anno, sappiamo molte più cose sia in merito al virus e sia alle terapie più efficaci per fronteggiarlo. Senza poi considerare la presenza di una serie di vaccini, realizzati a tempo record ma che per molti motivi ancora ci troviamo indietro. Un paragone con altri Stati membri dell’EU andrebbe fatto.

Chi comanda l’assurdo oggi?

Ma si ha già il sentore di essere usciti dall’emergenza, la stessa che l’anno scorso ha mandato in tilt la sanità più virtuosa della nostra Nazione. Ma comunque interi settori ancora non possono riaprire perché qualcuno li ha definiti non essenziali, non considerando invece le spese, l’indotto e il mancato incasso di ristoranti, palestre, centri di svago ecc.

Politici intransigenti e forse un pò ignoranti come il ministro della Salute, Roberto Speranza. Ogni festa italiana è ridotta a lockdown o chiusura per i più nazionalisti. Città svuotate dal turismo, bar vuoti o chiusi proprio, un deserto che appare a tratti esagerato se non inutile.

Io non so se chi occupa oggi la stanza dei bottoni si renda conto delle tante, troppe assurdità che continuano ad essere reiterate senza soluzione di continuità e che, essendosi ampiamente dimostrate del tutto inefficaci a bloccare la diffusione del virus, sono solo riuscite a massacrare buona parte del nostro già malmesso tessuto produttivo.

Una Nazione sotto scacco

Uso massivo e a volte insensato delle mascherine, che l’estate scorsa il virologo Guido Silvestri paragonò al tentativo di bloccare le zanzare, mettendo una grata alla finestra. Abbiamo pensato e voluto una difesa troppo esagerata e inutile verso tutte quelle attività che attiravano assembramenti.

Attività oramai distrutte e cannibalizzate da stranieri che in sordina le hanno rilevate. Bombe a mano sul virus. Si, qualcuno lo blocchiamo ma cosa risolve nel totale?

Una cura senza cura

Non si vede la fine dell’emergenza e non c’è un governo con una soluzione diversa dall’annientamento economico del Paese. Si vedono contagi, chiusure, calo dei contagi e riaperture. Questa procedura orami si ripete nello stesso ordine da più di un anno, ricominciando ogni volta dal numero dei contagi.

Il virus continua imperterrito a seguire la sua strada tracciata dalla natura. Come meta finale avrà quell’inevitabile co-adattamento con l’uomo spiegato molto efficacemente dal professor Alberto Zangrillo alcuni mesi addietro, mentre l’economia italiana muore.