Una ex spia del KGB parla delle tattiche di disinformazione russe

Una ex spia del KGB, in un documentario della CNN, parla di tattiche di disinformazione russe nelle elezioni USA 2020.

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Una ex spia del KGB
Il logo del KGB.

Gruppi di attivisti infiltrati, fornitura di documenti falsi alle agenzie di stampa, informazioni che creano squilibri. Queste potrebbero sembrare gli sforzi della Russia nelle interferenze in USA 2016. Tuttavia, una ex spia del KGB ha descritto queste tattiche in un documentario della CNN sugli sforzi di disinformazione sovietiche nel 1983.

Le dichiarazioni della ex spia del KGB e il documentario CNN

Nel documentario della CNN si descrive in dettaglio come la Russia fosse sospettata di creare false storie per provocare il caos in Occidente durante la Guerra Fredda. Questo avveniva mediante operazioni di influenza e non attraverso l’uso di forze militari.

Il documentario descrive inoltre che queste tattiche non si sono fermate con la caduta del Muro di Berlino. I social network hanno inoltre contribuito ad amplificare la disinformazione russa per stravolgere l’esito delle elezioni straniere.

E’ proprio con questa nuova disinformazione digitale che l’Intelligence americana vuole difendere le elezioni presidenziali di novembre, soprattutto dopo la riuscita della Russia nello stravolgere le elezioni USA 2016.

La disinformazione russa

Per comprendere del tutto le tattiche da parte della Russia, come le notizie false e i materiali passati alla stampa, bisogna esaminare la lunga storia del Paese sulle operazioni di influenza. Hanno quindi parlato diverse ex spie del KGB .

L’ex spia del KGB Jack Barsky, che ha vissuto sotto copertura negli USA negli anni ’80, ha spiegato come funzionavano le ingerenze in quegli anni.

Ha infatti dichiarato: “Il KGB si prendeva molto cura di fornire una convincente falsificazione di un documento del governo degli USA. Questo spesso con l’obiettivo di coinvolgerli in qualcosa di lugubre e progettato per confermare una teoria di cospirazione esistente. Quella falsificazione veniva quindi data a un giornalista inconsapevole che avrebbe diffuso la notizia in tutto il mondo”.

Un altro agente del KGB, Oleg Kalugin racconta nel suo libro “Spymaster” come il KGB pagasse alcuni americani per dipingere svastiche sulle sinagoghe di New York e Washington. Questa tattica voleva aumentare le tensioni negli USA e dare alla stampa sovietica una storia negativa per raccontare ai russi del loro nemico capitalista.

Nei decenni successivi, le nostre vite si sono spostate online, così come i tentativi della Russia di disinformazione. Internet ha reso più facile per la Russia creare false notizie. L’ha anche però aiutata nella sua capacità di distribuire documenti falsi o rubati.

Ad esempio, i russi hanno fatto girare su internet una lettera falsa di un senatore degli Stati Uniti. Vi era anche una lettera progettata per far sembrare fosse scritta dalla commissione per le Relazioni Estere del Senato.


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La disinformazione russa su internet

Mentre prima i compagni del KGB reclutavano gli americani per disegnare svastiche, ora si impegnano a reclutare americani su internet.

Nel 2016, i russi sono stati molto attivi nel reclutare statunitensi inconsapevoli nell’organizzare proteste e disinformazione sulle presidenziali, oltre che sulla questione della razza in America.

Secondo un professore di studi strategici della Johns Hopkins University, Thomas Rid, la disinformazione risale a un passato molto più lontano di quanto si possa immaginare. Rid ha dichiarato: “Le istituzioni sono impegnate da secoli in campagne di disinformazione. Molte delle tattiche ingannevoli utilizzate dal KGB ora utilizzate online sono precedenti all’URSS”.

Inoltre, ha avvertito che l’attuale sfiducia per l’informazione è la principale condizione per diffondere le disinformazioni. Inoltre, insieme a sviluppi tecnologici che semplificano la creazione e la diffusione di documenti e notizie false si può definire una “tempesta perfetta”.

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