Una cospicua fonte di cellule neuronali? Il naso

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Le cellule epiteliali olfattive, facilmente raccolte nel rivestimento della cavità del naso, sono funzionali al pari delle cellule cerebrali negli studi dell’epigenoma neuronale.

Le cellule epiteliali del nostro naso sono simili a quelle che si trovano nel tubo neurale embrionale, una struttura che si sviluppa nel cervello e nel midollo spinale. 

Con una piccola biopsia nella parte superiore della cavità nasale, i ricercatori possono dare vita ad un’ampia coltura cellulare. Un notevole miglioramento rispetto all’utilizzo di cellule staminali o cellule cerebrali difficili da far proliferare nel caso di donatori deceduti.

Le cellule neuronali del  naso hanno vita breve. Vi è pertanto una  rigenerazione continua come avviene in poche regioni del sistema nervoso. Una biopsia nasale non completamente invasiva può essere utilizzata per raccogliere queste cellule; le suddette sono inoltre progenitori neurali. Ciò significa che rappresentano un ottimo modello per gli studi epigenetici nello sviluppo di alcune patologie cerebrali.

Il progetto dell’Università della California del Sud

La scoperta, guidata da Peggy Farnham e William M. Keck, professore di biochimica e presidente del Dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare presso la Keck School of Medicine di USC rispettivamente, è stata pubblicata sulla rivista Science Advances .

L’Istituto Nazionale di Salute Mentale nel 2015 ha istituito  PsychENCODE , un’iniziativa  per approfondire la biologia dello sviluppo delle malattie del cervello umano.

Il progetto si concentra su tre principali disturbi psichiatrici : disturbo dello spettro autistico , disturbo bipolare e schizofrenia, guardando a regioni del cervello e tipi di cellule che ricerche precedenti hanno individuato come promotori dei disturbi.

Il progetto prevede la raccolta di metadati che, una volta incrociati possano facilitare lo studio dei complessi sistemi genetici.

In modo parallelo, il neuroscienziato Nenad Sestan della Yale University e colleghi hanno esaminato il comportamento dei geni mentre si sviluppava il cervello. Dai campioni di cervelli di persone decedute (dal feto all’età adulta) si sono rilevati due momenti importanti di “scompiglio” genetico: lo sviluppo prenatale precoce e l’adolescenza

Ulteriori studi sono in corso per poter procedere ad una evoluzione farmacologica.

Lo studio completo è stato pubblicato su Sciencie Advances.

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