Una copia del libro di Newton “Opticks” sarà messa all’asta

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Una copia personale incontaminata del libro “Opticks” di Isaac Newton, recentemente ritrovata dopo essere scomparsa per un secolo, sarà messa all’asta.

Di cosa parla Opticks

L’illuminante trattato di Newton analizza la natura fondamentale della luce ed è considerato una delle tre opere principali della Rivoluzione scientifica sull’ottica. La copia, da tempo perduta, è stata scoperta dal collezionista di libri David DiLaura mentre stava riordinando la sua collezione durante la pandemia COVID-19. Il libro sarà venduto alla Rare Books San Francisco Fair che si terrà dal 3 al 5 febbraio e si prevede che raggiungerà l’incredibile prezzo di 460.000 dollari. L’Opticks di Newton fu pubblicato per la prima volta nel 1704 e rappresentò il culmine di decenni di ricerche del fisico sulla natura della luce. A differenza dei suoi più famosi “Principia Mathematica”, che delineavano le tre leggi del moto ed erano scritti in latino, Newton scrisse l’Opticks in un inglese popolare e vernacolare, rendendolo accessibile a un pubblico più ampio. Tra le molte scoperte descritte nelle sue pagine, Newton spiegò come i prismi di vetro potessero scomporre la luce bianca e ricostituirla con i colori costitutivi dello spettro ottico; intervenne nel dibattito se la luce fosse una particella o un’onda (lui credeva che fosse una particella, che chiamò corpuscolo); e descrisse come la nostra percezione dei colori derivi dal modo in cui un materiale assorbe, trasmette o riflette selettivamente i diversi colori della luce bianca.

Il ritrovamento

Mentre organizzava la sua collezione, DiLaura, professore emerito dell’Università del Colorado, ha trovato una copia dell’Opticks di Newton che aveva acquistato 20 anni prima. La targhetta indicava che il libro era una seconda edizione stampata nel 1717 e che in precedenza apparteneva a un certo James Musgrave. Un’ispezione più accurata, tuttavia, ha rivelato una seconda targhetta nascosta dalla prima, che rivela che il precedente proprietario era Charles Huggins. Ricercando i due nomi, DiLaura ha appreso che, dopo la morte di Newton senza testamento nel 1727, i suoi libri e altri beni furono acquistati da un individuo di nome John Huggins, che li regalò al figlio Charles, rettore nell’Oxfordshire. Gli oggetti vennero tramandati al successore di Charles come rettore, James Musgrave, e si tramandarono per generazioni prima che un gran numero di oggetti venisse venduto nel 1920. Il libro fu quindi considerato perduto fino al ritrovamento da parte di DiLaura. La copia dell’Opticks trovata da DiLaura è ritenuta una delle due edizioni personali originariamente appartenenti a Newton; è la controparte incontaminata della sua copia di lavoro, ricca di annotazioni, modifiche e margini, conservata nella collezione della Huntington Library. Le copie personali e le prime edizioni dei libri di Newton sono incredibilmente rare e possono essere vendute a prezzi elevati. Nel 2016, una prima edizione latina dei “Principia Mathematica” di Newton è stata venduta da Christie’s a New York per 3,7 milioni di dollari a un acquirente non rivelato, diventando così il libro scientifico più costoso mai venduto all’asta.

La storia di Newton e la luce

Il fascino di Newton per la luce e per il modo in cui la percepiamo non solo rendeva i suoi esperimenti minuziosi, ma anche dolorosi. Da giovane si infilò un ago da cucito lungo e smussato (un bodkin) nell’occhio, tra l’osso e il bulbo oculare, per scrutare la retina sottostante. Studiando le macchie luminose che la macabra ispezione produceva nella sua vista e confrontando i suoi appunti con quelli presi dalla dissezione dell’occhio di un coniglio, Newton confermò che l’occhio si comportava come una macchina fotografica a foro stenopeico, invertendo le immagini sulla parete della retina che il cervello avrebbe poi convertito per costruire il nostro senso della visione.