Un quaderno per l’inverno

Una poesia non serve a niente, ma può salvare una vita.  Può essere sintetizzato così Un quaderno per l’inverno, spettacolo andato in scena al teatro Elfo Puccini,  fino al 14 aprile.  La rappresentazione è un incontro tra due personaggi che vivono in realtà diverse, scritta da Massimiliano Civica e per la regia Armando Pirozzi. Protagonisti sul palco della sala Bausch, dell’Elfo sono: Alberto Astorri e Luca Zacchini. Le scene sono di Luca Baldini, i costumi di Daniela Salernitano. Lo spettacolo è una produzione Teatro Metastasio di Prato.  La piéce si avvale del sostegno di Armonia Centro di Residenze Artistiche Castiglioncello.

Una scena dello spettacolo

 Lo spettacolo

Un quaderno per l’inverno si apre con un tentativo di rapina nella casa di un professore universitario di lettere. E’ un uomo solitario, che ha avuto una lontana storia d’amore, di cui conserva un vago ricordo. La sua grande mancanza è l’incapacità di scrivere cose sue. Il ladro entra nella sua vita perché da lui vuole qualcosa di molto insolito. Vuole che il professore gli scriva delle poesie che  reciterebbe alla moglie malata e in coma, con la speranza che grazie a queste parole d’amore, la moglie si risvegli.

Il professore spiega al ladro che il suo lavoro è però solo quello di insegnare e che non ha più quella spinta creativa, che per sua stessa ammissione, forse non serve a niente.  Grazie all’insistenza del ladruncolo, con il quale il protagonista fa amicizia, riconoscendosi nella sua disperazione, il professore riesce però a scrivere qualche rima da far leggere alla moglie del ladro. Purtroppo il ladruncolo non farà in tempo  a recitare sul letto di morte  dell’amata quella che credeva fosse una pozione magica. Anni dopo i due protagonisti si rincontrano  e il ladro legge al professore sempre più cinico e disincantato una poesia scritta da suo figlio, ormai diventato ragazzo. Morale: la poesia e la scrittura possono essere una forma di riscatto sociale in un ambiente degradato e povero.

Una scena dello spettacolo

Conclusioni

Spettacolo essenziale, (la durata è meno di un ora), ma che va dritto al messaggio. Un gioiellino ricco di vita vera e senza incanti. La vita è amara per tutti, per chi fa il ladro per campare e per chi insegna all’Università, e che l’esperienza ha reso sempre più disincantato e cinico. Grazie al potere di una poesia che forse avrebbe potuto salvare una vita morente, si è creato un nuovo legame che ha fatto condividere un momento di sincera riflessione e autoanalisi. I protagonisti trovano un vero punto di incontro e grazie a questo si scoprono tolleranti l’uno nei confronti dell’altro. Massimiliano Civica e Armando Pirozzi  rappresentano bene la loro diversità di appartenenza sociale, ma anche la frustrazione che accomuna entrambi.

Una scena dello spettacolo

In Un quaderno per l’inverno La forza della poesia comunque vince il freddo dell’anima e il messaggio è positivo. Non bisogna rinunciare alla bellezza anche quando tutto sembra remare contro, e l’amarezza pare prendere il sopravvento sul sogno. Come sottolinea il regista nelle note di regia: “I due si ritroveranno anni dopo, ancora in qualche modo segnati dall’esperienza di quella notte che ha tracciato forse la possibilità di un cambiamento. Il tema centrale del testo è la scrittura e la sua possibilità di incidere direttamente sulla realtà: la forza miracolosa della poesia, non come semplice esercizio di tecnica letteraria, ma per la dirompente carica vitale che suscita nelle persone”.   

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