Un dono sociale : l’ Altro

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Le tante possibilità, i tanti modi di essere che ci abitano, sono rintracciabili solo all’interno di una relazione, di un incontro, di uno spazio dialettico.
Il terreno relazionale è il luogo dell’espressione di sé, delle diversità, di pensiero, di stile di vita, di idee ed è un’opportunità per poterci scoprire e anche riscoprire, conoscerci e riconoscerci.
E’ lo spazio in cui poter far dialogare parti di noi che ci identificano come portatori di creatività, d’ ispirazione, di appagamento oppure che ci connotano come persone angosciate, sole, vuote e insoddisfatte di sé.
Pensiamo come la lente con la quale guardiamo il mondo può assumere dimensioni diverse. Pertanto la prospettiva di cui ci dotiamo può essere più ampia ed estesa se siamo capaci di intravedere tutte le possibilità che ci consentono di sintonizzarci con il mondo dell’Altro e visitarne i comportamenti, le idee, il sentire .
La qualità della relazione è generatrice di benessere se veicolano varietà e stili di vita pronti a dialogare con il nostro mondo interno e in questo modo lo spazio relazionale si apre all’incontro e diventa arricchente. Abbiamo l’opportunità di rintracciare le cose belle che ci abitano e che abitano gli altri. Altri che sono persone.
Quando invece il nostro sguardo è angusto e miope restringe inevitabilmente il nostro disporci nel quotidiano relazionale.
Siamo frenati e intravediamo situazioni minacciose che viviamo come incertezze riprovevoli e squalificanti comportamenti che possono esporci al ridicolo o alla disapprovazione. Ne consegue un allontanamento, un isolamento per lenire la sofferenza di sentirci inadeguati, e l’incapacità di costruirsi uno spessore, una personalità.
Penso a quanto siano responsabili le agenzie educative, tutte, nel contribuire alla formazione di uno spirito capace di scegliere il meglio per se stesso e per gli altri, fino ad apprezzare il valore più alto: la libertà.
Allora mi chiedo che scelta facciamo?
Io sono convinta di quanto sia limitativo, nonché fuorviante, etichettare una persona, una situazione, un percorso, una possibilità, una conseguenza.

Penso, piuttosto, quanto sia utile ed anche bello addestrarsi a trovare in una cosa un’altra cosa. Perché ogni cosa contiene al suo interno più parti e più componenti, e può assumere più posizioni ed anche più ruoli. Può interagire in maniera diversa con le diverse altre entità attorno a lei.
A tutto questo si arriva se si impara a dotarsi di più ottiche e più prospettive per guardare le cose e per vedere, in fondo, oltre l’apparente.
Solo così l’Altro può diventare un dono e non un nemico da combattere e nei casi più disperati da uccidere.
L’invito è quello di sforzarci a riconoscerci come incapaci di vivere senza gli Altri.
Sara Macchioni De Angelis

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