Un anno dopo, i dati della pandemia non restituiscono certezze

0
417

I dati relativi alla pandemia continuano a seguire un trend decrescente. le autorità sanitarie sostengono che il merito è della campagna vaccinale di massa, ma, per poterli interpretare forse sarebbe opportuno rendere noti alcuni dettagli.

I dati al 2 giugno

La fonte è il Ministero della Salute: situazione al 2 di giugno.

Pazienti ospedalizzati: 6324, di cui ricoverati in terapia intensiva 408; con sintomi: 5916. 55 i decessi.

Ma questi non sono i dati che avete letto sui giornali o sentito alla televisione nei giorni scorsi: ma sono riferiti al 2 di giugno del 2020.

Un anno fa, a pochi mesi dall’inizio della pandemia. Senza vaccini, e ad un mese dalla fine del primo lockdown. Il trend si manterrà costante sino all’estate, per poi riprendere a crescere a settembre.

Un anno dopo

I dati di oggi – ad un anno esatto – sono diversi: 6791 ospedalizzati, di cui ricoverati in terapia intensiva 933; con sintomi: 5858. 62 i decessi. Peggiori, in particolare i ricoveri in terapia intensiva.

Influenzati da due variabili: i vaccini effettuati e (purtroppo) i numerosi decessi che hanno inciso sulla quota di popolazione più fragile. Ma nonostante questo, peggiori di quelli di un anno fa.

La popolazione più fragile

Dopo numerose esitazioni, da un paio di mesi si è arrivati a definire l’obiettivo primario di mettere in (relativa) sicurezza la popolazione più fragile – e quindi maggiormente esposta agli esiti peggiori del virus – così da diminuire sia i livelli di ospedalizzazione che la mortalità.

Un significativo passo in avanti in questo senso è stato fatto. Ma numeri, a tutt’oggi, non riescono a fare chiarezza sull’impatto di questa strategia.

Due domande

Le statistiche ci dicono che l’età media delle vittime le colloca prevalentemente nella fascia di età più avanzata – quella che, come detto, dovrebbe essere stata maggiormente tutelata dalla campagna vaccinale.

E forse un paio di informazioni in più relative a questa drammatica contabilità potrebbero aiutarci a capire meglio cosa sta succedendo.

La prima domanda riguarda una verifica dell’efficacia del vaccino: quante delle 62 vittime avevano già completato le due fasi dell’immunizzazione (o gli era stata somministrata solo una dose)?

La seconda domanda riguarda invece la verifica dell’andamento della campagna vaccinale: sapere quante delle vittime NON erano state vaccinate, e per quale motivo.

Capire quello che sta succedendo

Lasciando stare il dato dei contagi (proporzionato al numero dei tamponi effettuati e al campione analizzato), quello dei ricoveri e delle vittime resta un elemento concreto e incontrovertibile di confronto.

Uno scenario futuro plausibile (e persino auspicabile) potrebbe essere quello di avere mortalità e ricoveri tendenti allo zero anche in presenza di contagi asintomatici o paucisintomatici.

Ecco perché è necessario capire se i numeri di questi giorni seguono un trend fisiologico già osservato l’anno scorso, o davvero sono frutto delle strategie messe in campo, tra tutti quella vaccinale.

Previous articleCosa dicono le stelle: Oroscopo di Lunedi 7 Giugno 2021
Next articleGreta: intervista alla scrittrice Cristina Di Maggio
Sono nato a Firenze nel 1968. Dai 19 ai 35 anni ho speso le mie giornate in officine, caserme, uffici, alberghi, comunità – lavorando dove e come potevo e continuando a studiare senza un piano, accumulando titoli di studio senza mai sperare che un giorno servissero a qualcosa: la maturità scientifica, poi una laurea in “Scienze Politiche”, un diploma di specializzazione come “Operatore per le marginalità sociali”, un master in “Counseling e Formazione”, uno in “Programmazione e valutazione delle politiche pubbliche”, un dottorato di ricerca in “Analisi dei conflitti nelle relazioni interpersonali e interculturali”. Dai 35 ai 53 mi sono convertito in educatore, progettista, docente universitario, ricercatore, sociologo, ma non ho dimenticato tutto quello che è successo prima. È questa la peculiarità della mia formazione: aver vissuto contemporaneamente l’esperienza del lavoro necessario e quella dello studio – due percorsi completamente diversi sul piano materiale ed emotivo, di cui cerco continuamente un punto di sintesi che faccia di me Ein Anstàndiger Menschun, un uomo decente. Ho cominciato a leggere a due anni e mezzo, ma ho smesso dai sedici ai venticinque; ho gettato via un’enormità di tempo mentre scrivevo e pubblicavo comunque qualcosa sin dagli anni ‘80: alcuni racconti e poesie (primo classificato premio letterario nazionale Apollo d’oro, Destinazione in corso, Città di Eleusi), poi ho esordito nel romanzo con "Le stelle sul soffitto" (La Strada, 1997), a cui è seguito il primo noir "Sotto gli occhi" (La Strada, 1998 - segnalazione d’onore Premio Mario Conti Città di Firenze); ho vinto i premi Città di Firenze e Amori in corso/Città di Terni per la sceneggiatura del cortometraggio "Un’altra vacanza" (EmmeFilm, 2002), e pubblicato il racconto "Solitario" nell’antologia dei finalisti del premio Orme Gialle (2002). Poi mi sono preso una decina di anni per riorganizzare la mia vita. Ricompaio come finalista nel 2014 al festival letterario Grado Giallo, e sono presente nell’antologia 2016 del premio Radio1 Plot Machine con il racconto "Storia di pugni e di gelosia" (RAI-ERI). Per i tipi di Delos Digital ho scritto gli apocrifi "Sherlock Holmes e l’avventura dell’uomo che non era lui" (2016), "Sherlock Holmes e il mistero del codice del Bardo" (2017), "Sherlock Holmes e l’avventura del pranzo di nozze" (2019) e il saggio "Vita di Sherlock Holmes" (2021), raccolti nel volume “Nuove mappe dell'apocrifo” (2021) a cura di Luigi Pachì. Il breve saggio "Resistere è fare la nostra parte" è stato pubblicato nel numero 59 della rivista monografica Prospektiva dal titolo “Oltre l’antifascismo” (2019). Con "Linea Gotica" (Damster, 2019) ho vinto il primo premio per il romanzo inedito alla VIII edizione del Premio Garfagnana in giallo/Barga noir. Il mio saggio “Una repubblica all’italiana” ha vinto il secondo premio alla XX edizione del Premio InediTO - Colline di Torino (2021). Negli ultimi anni lavoro come sociologo nell’ambito della comunicazione e del welfare, e svolgo attività di docenza e formazione in ambito universitario. Tra le miei ultime monografie: "Modelli sociali e aspettative" (Aracne, 2012), "Undermedia" (Aracne, 2013), "Deprivazione Relativa e mass media" (Cahiers di Scienze Sociali, 2016), "Scenari della postmodernità: valori emergenti, nuove forme di interazione e nuovi media" (et. al., MIR, 2017), Identità, ruoli, società (YCP, 2017), "UniDiversità: i percorsi universitari degli studenti con svantaggio" (et. al., Federsanità, 2018), “Violenza domestica e lockdown” (et. al., Federsanità, 2020), “Di fronte alla pandemia” (et. al., Federsanità, 2021), “Un’emergenza non solo sanitaria” (et. al., Federsanità, 2021) . Dal 2015 curo il mio blog di analisi politica e sociale Osservatorio7 (www.osservatorio7.com), dal 2020 pubblicato su periodicodaily.com. Tutto questo, tutto quello che ho fatto, l’ho fatto a modo mio, ma più con impeto che intelligenza: è qui che devo migliorare.