Umberto Boccioni nasce il 19 ottobre 1882

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Umberto Boccioni

Pittore e scultore italiano, massimo esponente del futurismo. Umberto Boccioni nasce oggi, il 19 ottobre 1882, incarnando lo spirito di un’epoca, il XX secolo, in cui velocità e movimento non sono solo parole ma valori da ricercare. I suoi studi sul dinamismo influenzeranno per lungo tempo l’arte del Novecento. Girovago e rivoluzionario, Boccioni e la sua rappresentazione visiva del movimento sconvolgeranno il secolo breve. Non solo artista figurativo ma anche amante della letteratura è senza dubbio uno dei personaggi più emblematici del suo tempo.

Umberto Boccioni nasce oggi, 19 ottobre 1882. Chi è il maestro futurista?

Umberto Boccioni nasce oggi a Reggio Calabria nel 1882 da genitori di origini riminesi, trascorre i primi anni della sua vita nel capoluogo calabro. A causa del lavoro del padre, usciere di prefettura, la famiglia Boccioni si sposta continuamente in varie città italiane tra cui Genova e Catania.

Nel 1901 si trasferisce a Roma dove apprende il mestiere di disegnatore e illustratore frequentando lo studio di un pittore locale. Giacomo Balla, già affermato artista, è il suo grande maestro. Balla introcuce Umberto Boccioni e Gino Severini, allora giovani pittori, alla tecnica divisionista e allo studio sulla luce.

Circa cinque anni dopo, Boccioni decidere di andare a vivere a Parigi al fine di studiare dal vero la pittura impressionista e di entrare in diretto contatto con la lezione di Cézanne, apprezzatissimo pittore francese. Negli anni parigini, Boccioni frequenta la colta signora russa Augusta Petrovna Popoff, moglie di Berdnicoff. Ospite dei coniugi Berdnicoff, Boccioni intraprende un viaggio in Russia che dura cinque mesi. E’ durante questo periodo che l’artista esegue il celebre Ritratto di Sophie Popoff.

Rientrato in Italia, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Venezia.
Nel 1907 si trasferisce a Milano: qui studia da vicino la lezione pittorica di Giuseppe Pellizza da Volpedo e l’opera di Gaetano Previati.

La svolta futurista

Umberto Boccioni nasce a fine XIX secolo e in giovane età, nel 1909, rimane molto colpito dal Manifesto del Futurismo, pubblicato da Filippo Marinetti il 20 Febbraio 1090 sul quotidiano parigino “Figaro”.

Insieme agli amici pittori, tra cui Carlo Carrà, Boccioni si reca a fare visita al poeta Filippo Tommaso Marinetti. Sottoscrive il Manifesto dei Pittori Futuristi poco tempo dopo e con lui firmeranno anche Balla e Carrà.

Talmente affascinato dalle proposte del Manifesto di Marinetti, proprio l’artista calabrese elaborerà il Manifesto Tecnico della Pittura Futurista.
Dal 1911 Boccioni aderisce al movimento futurista e si fa promotore di tutte le iniziative, contribuendo personalmente con testi e interventi. Organizza a Parigi con Carrà, suo fedele amico e sodale artistico, una mostra dei pittori futuristi per promuoverne la visibilità. Durante questo viaggio l’amico di vecchia data Severini lo mette in contatto con Picasso e Apollinaire.

L’aprile del 1912 vede la pubblicazione da parte di Boccioni del Manifesto tecnico della Scultura futurista.

Il 1914 è invece l’anno della pubblicazione il libro Pittura Scultura futuriste in cui l’artista teorizza alcuni concetti chiave come la visione simultanea, il dinamismo plastico, le linee forza, la forma luce.

Con l’ingresso dell’Italia nel primo conflitto mondiale, Boccioni si arruola nell’esercito.

Muore nel 1916 a seguito di una caduta da cavallo.

Il Futurismo

Non si può parlare di Umberto Boccioni senza citare il movimento artistico e culturale che lo rese celebre nel mondo.

Il futurismo sorge in Italia nei primi decenni del Novecento (1909-1944 circa). Pittura, scultura, letteratura, poesia, architettura, cinema, fotografia: ambito artistico viene investito dall’innovazione futurista. La nuova corrente, più propriamente definita avanguardia, propone una visione nuova del mondo culturale, caratterizzata da uno stacco netto e violento con il passato.

20 febbraio 1909: Manifesto Futurista

Il futurismo ha una data di nascita: è il 20 febbraio 1909. Il padre del movimento d’avanguardia è il poeta Filippo Tommaso Marinetti, il quale pubblica “Il Manifesto Futurista” sul quotidiano francese Le Figaro.

A questo manifesto, che elenca i principi cardine del movimento, ne seguiranno altri come “Il Manifesto dei pittori futuristi” e “Il Manifesto tecnico della pittura, pubblicati da Boccioni nel febbraio 1910 a Milano.

Uno dei punti chiave del movimento futurista è l’esaltazione della modernità. Velocissime automobili, industrie e aeroplani, sono la più grande forma d’arte per il futuristi. Celebrazione e glorificazione del patriottismo, del militarismo e della guerra, gli artisti di Marinetti hanno una grande presa sul grande pubblico. Saranno fondamentali nel dibattito sorto tra interventisti e neutralisti per decidere l’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra, sostenendo il primo schieramento.

Altro punto cardine è il valore dato all’irruenza, anche violenta purché finalizzata a segnare un definitivo stacco con la cultura del passato, considerata noiosa, borghese e sorpassata. Non a caso nel manifesto si parla di “coraggio, audacia, ribellione come elementi essenziali”.

I soggetti prediletti dagli artisti futuristi sono le automobili, le industrie, le folle agitate o gli aeroplani, simbolo di una società in rapida evoluzione. I futuristi vogliono rendere l’idea del dinamismo e del movimento. Per tale ragione tendono a deformare le immagini, come se fuggissero via nel momento in cui lo spettatore presta loro attenzione.

Le due fasi del Futurismo

È proprio Umberto Boccioni il principale esponente futurista nelle arti figurative. Altri artisti di spicco del movimento sono i già citati Giacomo Balla, Gino Severini Carlo Carrà. Sarà la morte del Boccioni a terminare la prima fase del movimento futurista.

 La storia del futurismo infatti si può dividere in due fasi: la fase antecedente la Prima Guerra Mondiale, che vede il movimento svilupparsi nella città di Milano ed una seconda generazione futurista, nata dopo il Conflitto, che vede gli artisti concentrarsi intorno a Roma anche in settori precedentemente ignorati come quello della tipografia, della pubblicità e della moda.

L’aggressività alla base del movimento futurista, l’esaltazione dello spirito patriottico e della guerra (“sola igiene del mondo”) rendono possibile la fusione con l’ideologia fascista.

Forme uniche della continuità nello spazio: emblema della scultura boccioniana

Realizzata nel 1913 l’opera di Boccioni è una delle più rappresentative dell’arte futurista.

Essa vuole rappresentare una figura umana in movimento, mentre cammina. Il modellato è trasformato per presentare dinamicamente la sua aerodinamicità nell’aria. Le parti del corpo diventano spazi concavi e convessi. Restano ancora riconoscibili alcuni tratti del soggetto: per via della posizione che ricorda una persona che sta compiendo un ampio passo. Le gambe sono trasformate in scie di bronzo lasciate dietro di sé dall’arto in movimento.

La scultura è raffigurata sul retro delle monete da 20 centesimi di euro coniate in Italia. Il movimento futurista si sforzava di rappresentare la velocità e la forza del dinamismo nell’arte. Boccioni, anche se formatosi come pittore, iniziò la propria carriera di scultore nel 1912. Scrisse a un amico: “in questi giorni sono ossessionato dalla scultura! Credo di aver visto una completa rinnovazione di quest’arte mummificata.”

L’opera originale di Boccioni è in gesso. Esistono diverse copie in bronzo di Forme uniche della continuità nello spazio , non realizzate dall’autore ma successive alla sua morte.

Umberto Boccioni nasce nel 1882 ma la sua arte è ancora perfettamente attuale.

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