Ulva, l’isola scozzese con soli sei residenti

Nonostante le sue dimensioni, 1854 ettari, l'isola è quasi disabitata. Un tempo era abitata da circa 800 persone, ma ora ci sono solo sei residenti.

0
1887

Ulva, piccola isola della Scozia, è grande quanto l’italiana Favignana. Situata sulla costa occidentale della Scozia, è una delle migliori isole private del Nord Europa.

Acquistata nel 2018 da cinque dei suoi abitanti. Temevano di vederla diventare proprietà di magnati russi o mediorientali.

Maestoso avamposto delle Ebridi Interne, l’isola un tempo era abitata da circa 800 persone. Una popolazione composta da agricoltori, pescatori e costruttori. Un giorno le persone si stancarono della vita su una piccola isola e si trasferirono sulla terraferma. Probabilmente per inseguire sogni più grandi.

Oggi Ulva conta appena sei residenti. Cinque di loro sono i proprietari dell’isola.

Un esodo iniziato nel XIX secolo

La gente iniziò a lasciare in massa l’isola a metà del XIX secolo, dopo il fallimento delle imprese locali nella coltivazione di patate e nella produzione di alghe.

Nel 1851, Lord Francis William Clarke deportò i tre quarti degli abitanti di Ulva. Da allora, a causa della difficile vita sull’isola, strade sconnesse e una piccola quantità di case abitabili, gli isolani ogni anno sono sempre meno.

Ora l’isola è completamente desolata. Le case di legno marciscono e il tetto della vecchia chiesa è sostenuto solo da una scala a pioli. Ad allietare i sei residenti un piccolo ristorante e una sala da tè.

I giovani sono fuggiti verso la terraferma, spinti dalla mancanza di lavoro e nessuna prospettiva di crescita economica.

Nonostante le strade vuote, l’isola è una perla di bellezza naturale. Ci sono paesaggi incredibili, molti uccelli e fauna marina. A ovest dominano le grandi brughiere, mentre l’est dell’isola è coperto da una fitta foresta muschiata.

Nel 2017 Ulva è stata messa in vendita per 4,25 milioni di sterline

Messa in vendita dal sesto abitante, esponente di una famiglia aristocratica che possedeva l’isola da decenni, è stata acquistata dai rimanenti cinque nel 2018. I cinque isolani, riuniti in una organizzazione locale, hanno potuto concludere l’acquisto grazie a una legge che concede alle comunità locali la prelazione. Ma anche grazie a una sovvenzione governativa e al contributo di circa 500 persone.

L’annuncio di vendita, pubblicato dal proprietario Jamie Howard, descriveva l’isoletta come “una delle più belle isole private dell’Europa settentrionale“. Parole che attirarono magnati stranieri, cosa che mise sull’attenti gli abitanti locali. Temevano di finire cacciati da eventuali nuovi proprietari.

Messa in vendita per 4,25 milioni di sterline (4,77 milioni di euro), l’isola è stata riacquistata dai 5 isolani “ad un prezzo fissato da una stima indipendente ordinata dal governo scozzese“. Secondo quanto indica un comunicato della piccola organizzazione locale che ha gestito l’acquisto.

I nuovi proprietari sperano di riportare l’isola al suo antico splendore. Il loro obiettivo è creare nuovi posti di lavoro. Costruire alloggi convenienti e sedurre i giovani scozzesi a farne la loro casa.

Il progetto è di avere almeno 30 persone che vivono sull’isola entro un decennio e 50 entro il 2040.

Ci sono segni che fanno ben sperare…

Un sondaggio condotto dall’Highlands Small Communities Housing Trust ha visto quasi 500 persone manifestare un interesse concreto a diventare residenti di Ulva

Molti di loro con le competenze necessarie per ricostruire una comunità da zero. Esperti di silvicoltura, agricoltori, una donna ha proposto di aprire un’attività di trekking con pony per i turisti.

Ulva è diventata la terza isola scozzese ad essere acquistata dalla comunità, dopo Eigg nel 1997 e Gigha nel 2001.

Oggi Ulva vive due vite

Durante la bassa stagione, nei freddi mesi invernali, sono solo i sei residenti. Coltivano ortaggi, esplorano le valli e i sentieri nascosti. Quando hanno bisogno di una pausa dalla propria isola si dirigono verso l’isola vicina, Mull.

Poi in primavera arrivano migliaia di turisti. Lo scorso anno, a metà aprile, c’erano 100 persone sull’isola. Famiglie ansiose di esplorare la natura e godersi la tranquillità di quell’angolo di pace. Coppie in cerca di intimità e solitudine, in una terra remota e quasi mistica.

Quest’anno la pandemia, che sta chiudendo confini in tutto il mondo, ha già messo la parola fine al turismo sull’isola.

Le uniche attività commerciali sull’isola, un pub, The Boathouse e un ristorante gestito da una coppia locale, sono chiuse. Il traghetto che trasporta persone tra Ulva e Mull è fermato, disponibile solo per i passeggeri in momenti di assoluta necessità.

Per la prima volta, i sei abitanti di Ulva hanno l’isola interamente per sé per la primavera e l’estate. Una novità per la minuscola comunità dell’isola.

Wendy Reid, che lavora per la North West Mull Community Woodland Company come responsabile dello sviluppo di Ulva, è preoccupata per l’impatto a lungo termine che uno stop del turismo potrebbe avere sull’isola.

Intanto la vita quotidiana sull’isola continua, senza grandi difficoltà. Gli abitanti devono fare i conti con la stranezza di un anno intero in solitudine e il timore delle conseguenze economiche del blocco.

Nessuno a Ulva ha riscontrato alcun sintomo e l’arresto del traghetto significa che sarebbe difficile per il coronavirus raggiungere l’isola. Ma ci sono stati diversi casi di Covid-19 nella vicina Mull.

Tuttavia, i residenti dell’isola sono ben equipaggiati per far fronte all’imposizione del blocco e del distanziamento sociale. Su un’isola con solo sei persone, è facile rimanere separati.

Potrebbe interressarti

La tradizione della “festa della mamma” in Scozia

Scozia, scheletro gigante in spiaggia: dinosauro o mostro di Loch Ness