Ultimi aggiornamenti su Nicola Tesla

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Una mente brillante che fu capace di dare vita a centinaia di invenzioni, molte delle quali sono ancora oggi sconosciute perché furono occultate. La grande capacità di Tesla fu quella di comprendere la natura delle cose che andava molto più in là di quello che un essere umano può comunemente immaginare.

Questo fatto ha dato origine ad alcune congetture sulla sua vera natura. Era un essere speciale, tanto che sono arrivati ad affermare che non fosse di questo pianeta. Questa è un’idea abbastanza arrischiata, però vediamo su che cosa si basa. Fra i documenti declassificati dell’ F.B.I. sulla vita e sui suoi esperimenti, è stata notato un documento di Margareth e John Storm, datata al 14 giugno del 1957.

Nicola Tesla è da considerare il maggiore scienziato di tutti i tempi.

In esso si vede come Margaret Storm fu assegnata alla realizzazione di certi lavori con del personale della N.A.S.A., come scrivere un libro sulla vita di Nikola Tesla. Contiene molte informazioni che la signora Storm ha ottenne dalla trascrizione di una trasmissione ricevuta grazie ad una macchina di Tesla, una specie di radio che fu inventata da lui nel 1938 per la comunicazione interplanetaria.

Tesla morì nel 1943 e i suoi ingegneri non costruirono la macchina fino a dopo la sua morte e fu realizzata nel 1950. Da quel momento gli ingegneri di Tesla tennero uno stretto contatto con gli agenti della NASA e uno di questi visitò questi ingegneri in varie occasioni. Dichiarò che Tesla era un venusiano che fu trasportato su questo pianeta da neonato. Nel 1856 fu affidato al signore e alla signora Tesla che vivevano in una remota provincia montagnosa in quella nazione che si chiamava Jugoslavia. Ora, quello che si menziona nel documento dell’FBI è sorprendente, però fino a che punto è certo? Perché avrebbe rilevanza per l’ FBI se non fosse vero? E da dove viene fuori questa affermazione?

I dati che fornisce Margaret Storm, provengono da Arthur Matthews, ingegnere canadese di origine inglese e inventore anche lui col quale Tesla mantenne una stretta relazione e col quale aveva molta confidenza. Nel libro THE WALL OF LIGHT (il muro di luce) è menzionata l’incredibile origine di Tesla.


Tra il 1941 e il 1961 Matthews ricevette 10 visite di navi spaziali e, stando a quello che asserisce, atterrarono nella sua proprietà. Gli occupanti erano venusiani provenienti dal secondo pianeta della nostra galassia e in uno di questi incontri raccontarono quello che sembra essere la verità su Tesla, confessando che era uno di loro.

Questo è quanto fu raccontato da Matthews: “Durante il viaggio della nave X12 che partì da Venere con destinazione Terra, nacque un bambino che chiamarono Nicola, dal nome della sua città natale su Venere, però scritto al contrario, in onore della città chiamata Alockin.

La nave arrivò sulla terra a mezzanotte tra il 9 ed il 10 di luglio del 1856 e atterrò in una remota provincia montagnosa dell’ex Jugoslavia. Il bambino fu affidato alle cure del signor Tesla e della sua sposa”.

Bene, è possibile che la facilità che aveva nel realizzare invenzioni fosse dovuta al fatto che era un extraterrestre con capacità superiori a quelle umane?

L’opinione popolare e che aveva idee strane, troppo incomprensibili per la sua epoca. Secondo quello che afferma Matthews, era convinto di provenire dal pianeta Venere. Prima di morire affidò ad Artur Matthews i progetti e i disegni dell’ apparato che avrebbero permesso di effettuare comunicazioni interplanetarie, il cosiddetto teslascopio, una macchina con cui mantenere i contatti con esseri di altri mondi.

il teslascopio

Questo è quello che diceva: “Ho progettato un dispositivo che permetterà all’uomo di trasportare energia in grandi quantità da un pianeta all’ altro senza nessun problema di distanza. Credo che niente sia più importante delle comunicazioni interplanetarie che senza dubbio verranno effettuate un giorno. Avere la certezza che ci sono altre forme di vita nell’universo come noi, produrrà un effetto magico sull’umanità: la creazione di una fraternità universale che durerà finché durerà la vita umana”.

Voleva che Matthews continuasse ad espandere la credenza che un contatto con altri esseri provenienti da altri pianeti è possibile e quindi gli confidò tutto relativamente al teslascopio. Disse a Matthews che non era necessario costruirlo in quel momento, però in pochi anni navi spaziali provenienti da altri pianeti si sarebbero avvicinate alla Terra e quello sarebbe stato il preciso istante per realizzare la sua invenzione.

Il giornalista Jean Casault fu uno dei testimoni che poterono ispezionare le invenzioni che Matthews aveva realizzato nel suo laboratorio e fra esse si trovava il teslascopio. Jean Casault non sapeva cosa pensare, risultava molto strano che un individuo tanto intelligente, riservato e nobile come Matthews fosse un pazzo, al contrario, sembrava brillante. Matthews fece anche degli esperimenti per decenni con la teoria della trasmissione di energia senza fili di Tesla e non trovò nessun difetto. Nel 1956 costruì una macchina basata sui brevetti dello scienziato del 1893 ed ebbe successo nella trasmissione di energia senza fili dalla cantina di casa sua fino a 300 chilometri di distanza.

Matthews riuscì ad inviare una sufficiente potenza per accendere delle lampadine senza utilizzare alcun tipo di antenne o cavi. In quanto alle informazioni che si diffusero su Tesla dopo la sua morte, Mattews aggiunse: “Molte persone hanno scritto sopra di lui, però hanno utilizzato informazioni di altri. L’unico posto per ottenerne di autentiche, si trova nei brevetti, nelle conferenze, negli articoli e nella storia della sua vita e l’unico posto dove trovarla e il libro THE WALL OF LIGHT.

Tesla non fu mai un sognatore, fu un uomo realistico, si sposò nel 1890, ebbe un bambino ed era molto ricco”.

Sarebbe certa la versione di Matthews?

Ci sono almeno due elementi che contraddicono la storia ufficiale. Il primo dice che morì ricco, quando ufficialmente si considera che Nikola Tesla morì senza un centesimo, praticamente nell’indigenza. Rispetto a questo Matthews commentò che “Tesla era un uomo saggio, nessuno lo ingannò, alcuni cercarono di farlo, ma ottenne un milione di dollari in contanti come researcimento dalla Westinghouse nel 1893 che investì in innovazioni e realizzazione di invenzioni. Inoltre vendette tutti i suoi brevetti e morì felice e ricco. Non credete ai vecchi scrittori di libri”.

Il secondo aspetto menzionato è che Tesla ebbe un figlio, quando invece nella sua biografia non si trova questo importante dettaglio. Ma la cosa più incredibile è che Matthews fu interrogato rispetto a questa cosa e gli si chiese se fosse lui il figlio.

La sua risposta però fu un silenzio assoluto, un rotondo silenzio. Se guardiamo attentamente, possiamo notare la grande rassomiglianza fra i due inventori, sembrano quasi la stessa persona.

Potrebbe essere veramente Matthews figlio di Tesla? Questo darebbe una maggiore credibilità alle sue confessioni, sulla misteriosa origine dello scienziato, ma è una cosa che non si può confermare.

Rispetto al futuro chiesero Matthews quando sarebbe stata realizzata la tecnologia, l’interessato rispose con tristezza che sarebbe passato tanto, tanto tempo, tanto che nessuno più si sarebbe ricordato di lui.

Arthur Matthews morì nel 1986. Fino a che punto è vero quello che diceva? Rimane così accertata la presunta origine di Tesla? O, al contrario, la testimonianza di quest’uomo lascia ancora più domande? Il fatto é che quanto più cerchiamo sul conto di Tesla, tante più cose sconosciute troviamo. Una figura che fino ad ora continua ad essere misteriosa.

Questo è tutto. Grazie per avere visitato il giornale e arrivederci al prossimo articolo.

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