UK’s Alzheimer’s Society: il disegno della speranza

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Che cos’è la speranza? La speranza, può definirsi come uno dei principali motori della vita. Quando la nostra stessa esistenza è minacciata, messa a dura prova o svalutata, la speranza è l’unica cosa a cui ci possiamo ancora aggrappare. Tendiamo ad affidarci a essa quando la concretezza della vita sembra sfumare nel nulla. Quando sappiamo con certezza che non esistono risposte effettive ai nostri quesiti, né tantomeno vi è un margine di miglioramento. Ecco che allora, la speranza prende il sopravvento su di noi. Può succedere che questa ci stringa talmente forte, da soffocarci. Come se il nostro respiro si strozzasse a ogni suo mutamento. Quando si affronta una malattia degenerativa, si conosce fin dal principio il proseguimento dei fatti. Tuttavia, in alcuni casi, può accadere che si riesca a scovare la patologia ancor prima del suo insorgere. Questo è ciò che presume la UK’s Alzheimer’s Society.

UK’s Alzheimer’s Society: è possibile predirre l’Alzheimer? Come?

Il morbo di Alzheimer, è un mostro contro il quale sempre più persone si trovano a dover combattere. Si tratta di un avversario ben armato, imbattibile. Contro il quale le armi da sfoderare sono poche e non all’altezza della battaglia. Eppure, la UK Alzheimer’s Society, sembra aver messo a punto un nuovo studio. Questa ricerca, non mira alla cura della patologia. Piuttosto, alla sua prevenzione e, addirittura, alla sua predizione. Se infatti curare l’ Alzheimer è una sfida ai limiti del possibile, si può comunque fare molto per contrastare l’insorgere della malattia. Per scoprire come, è fondamentale osservare il disegno posto qui sopra. Potrebbe sembrare assurdo, eppure è proprio questo il protagonista del progetto. Nel mostrare l’immagine sovrastante a una persona sana, sembra che si possa predire se questa svilupperà il morbo d’Alzheimer. E sembra sia possibile addirittura con un anticipo di circa dieci anni.

Il test del disegno, si basa sulle risposte del soggetto in esame. A seconda dei suoi diversi punti di vista, si scorgono alcuni segreti del suo cervello. Vengono alla luce parecchi meccanismi di ragionamento logico, nonché lo stato della funzione cognitiva comportamentale. Dunque, in base ai dati raccolti, si fa un analisi accurata del caso. Agli occhi dei ricercatori del campo, tutto ciò sembra essere concreto ed efficace. <<Purtroppo, è difficile garantire a un paziente affetto da Alzheimer cure e sostegno adeguati. Per questo, riuscire a prevedere la malattia, può aiutare il diretto interessato e i suoi familiari, ad affrontare la patologia nel momento in cui questa insorgerà>> Spiega Fiona Carragher, ricercatrice della UK Alzheimer’s Society.

Fra speranza e concretezza

All’inizio di quest’articolo, ci siamo domandati cosa sia la speranza. A prescindere dalla risposta, ognuno di noi possiede una definizione personale di essa. Tuttavia, anche quando la vita spegne la sua luce essenziale e ci pone nel bel mezzo delle tenebre, non è detto che aggrapparsi alla speranza sia sinonimo d’illudersi. Come dimostra questo studio, sperare non sempre significa affidarsi al nulla. Anche la scienza, lavora per mano con la speranza. Lo fa al fine di renderla reale. Gestisce la ricerca alimentandosi di speranza, per poi estrapolarla dal proprio motore vitale e sminuzzarla in infinitesime parti. Di modo che sia sufficiente per più persone possibile. Tuttavia, la scienza non lavora con le illusioni, ma con i fatti. Se la speranza è il motore, i dati concreti sono il primo strumento. Ecco perché, nel momento in cui siamo guidati dalla ricerca scientifica, anche nel buio della malattia possiamo comunque vedere.

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