Uguali nella differenza,differenti nell’uguaglianza

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disabilità

Manovra, arriva il fondo per le persone che assistono malati in casa: “caregiver familiari”.
Per il 2018,2019 e 2020 per interventi di riconoscimento del valore sociale ed economico nella cura non professionale del familiare.
Il sostegno sarà destinato alla persona che assiste il coniuge, di qualsiasi unione civile, sia dello stesso sesso e convivente di fatto, o di un famigliare di secondo o terzo grado, abbiano i requisiti di non autosufficienza, sia ritenuto invalido o sia titolare di pensione di accompagnamento!
Fin qui niente da dire, è ” UN DIRITTO”, ma le disabilità hanno mille sfaccettature, chissà perché ne rimangono fuori molti! mio figlio compreso.
Tempi lontani, non esistevano associazioni, dove tutelavano ne la persona ne la famiglia, colpita e segnata per la vita anche se l’errore alla nascita era dovuto non sempre a cause naturali!
Personalmente sono stanca, non mi va più di combattere lotte perse prima di nascere.
Se mio figlio è nel mondo lo devo a me, non di certo a nessun altro ;anzi dovevo dimenticarlo in un istituto! così mi fu detto.
Come mio figlio c’è ne sono molti, colpiti in un ritardo mentale, con Arlon di Chiari uno, (una malformazione al cervelletto, è uno scivolamento nel canale spinale) nessuno ha mai pensato che queste persone diversamente abili e che nonostante la (legge 68/99 invalidi)
non vengono collocati tutti!il lavoro non c’è, perciò un invalido con più dei tre terzi come vive? Con l’invalidità di 286 euro, neanche il minimo per la sopravvivenza!
Sono trentanove anni che faccio più che assistenza, ma comunque io continuo il mio impegno per farlo crescere, pensando a quando io non ci sarò, lui sarà in grado di autogestirsi?
Quante volte mi sono chiesta perché.
Quante notti sveglia a pensare, a studiare in quel campo così complicato, dove ti perdi e lo sconforto ti raggiunge! Ma non rientra nei requisiti.
Comunque ho saputo estrapolare l’arte dal suo cervello, questo è il mio imput
Un altra riflessione… anche ai malati sicuramente con patologie pesanti, ma che è stata una loro libera scelta: “la droga” molti percepiscono la stessa invalidità.
Perciò si dovrebbe ampliare il discorso .
A questo punto mi viene da pensare, che più rognoso sei più hai.
Un altra piccola aggiunta che vale per molti malati gravi, domande e ricorsi di accompagnamento, arrivano le risposte quando il malato è deceduto.

Fonte “La Repubblica.it”

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Rosanna Romano, Artista nata a Gussago Brescia e vivo a Brescia. Amo dipingere, nasco autodidatta ,poi ho sentito il bisogno di approfondire le tecniche! socia artista in associazione culturale AAB i miei maestri ed artisti splendidi, Amos Vianelli e Enrico Schinetti con cattedra al S.Giulia. Ho partecipato a numerose mostre ottenendo ottimi commenti! ed articoli su quotidiani. Con Piero Tramonta e Bruno Rinaldi ,artisti di fama internazzionale ho partecipato con loro al primo sodalizio fra tennis e arte, agli internazzionali di tennis della città di Brescia 2016 presentata da Floriano De Santis come artista contemporanea nella realtà Bresciana. Conosciuta artista a Barletta e Roma.