Uganda: il diritto all’istruzione è per tutti

Save the Children appoggia un gruppo di giovanissime madri e ragazze incinte per garantire loro l'accesso a scuola nonostante le loro condizioni siano cambiate

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Uganda diritto all'istruzione

Noi che viviamo in paesi considerati ricchi non diamo importanza a molte cose, tutto è scontato. Ci sono posti nel mondo dove tra il diritto di uscire e star fuori di sera a 15 anni e il diritto all’istruzione è il secondo che vince. Save the Children lo sa. L’ONG è impegnata da oltre 100 anni a difendere e tutelare i bambini e gli adolescenti nel mondo. In questo momento sollecita i grandi del mondo affinchè il diritto all’istruzione sia garantito in Uganda, ai bambini e agli adolescenti, anche quando sono giovani madri.

Perchè le giovani madri in Uganda non possono studiare?

In Uganda il diritto all’istruzione viene meno quando una ragazza resta incinta. La legge prevede che al terzo mese di gravidanza, questa, lasci la scuola e che possa rientrarci dopo sei mesi dal parto. Nella maggior parte dei casi queste ragazze non tornano a scuola. Alcune si sposano e restano incinte altre restano incinte fuori dal matrimonio. É convenzione sociale sulle sponde del Nilo Occidentale che non si può tornare più a scuola se si è madri. Ma, l’istruzione in questa parte del mondo significa sperare in un futuro migliore. Avere la certezza di poter trovare un lavoro ben retribuito, è molto legato al diritto all’istruzione, in Uganda come nel resto del mondo. Forse qui i ragazzi, però, lo vivono in modo diverso rispetto che nei continenti più ricchi.

Uganda: diritto all’istruzione e diritto alla maternità

In Uganda, un gruppo di ragazze incinte e madri adolescenti, hanno creato, in 52, un collettivo per chiedere di aver tutelato il loro diritto all’istruzione. Con successo, supportate dall’ONG, sono riuscite ad accedere ai corsi di recupero. Queste ragazze hanno lottato per riuscire a ritornare a scuola. Tutte loro hanno chiesto di avere gli spazi necessari per tenere i bambini mentre stanno studiando e di avere il materiale didattico come libri e penne. Le ragazze del collettivo hanno fatto appello all’assistenza all’infanzia, uno dei motivi di rinuncia era proprio l’impossibilità di conciliare il ruolo di madre e di studente. Grazie al “Programma di istruzione accelerata”, Save the Children ha dato loro la possibilità di conciliare i ruoli aiutandole nel progettare il loro futuro, grazie all’istruzione.


Costruttori di pace in un mondo allo sbando


L’appello di Save the Children

In questo momento i membri del G7 discutono le strategie per riorganizzare il mondo post pandemia. Tra gli argomenti trattati ci saranno le scuole, e le modalità per far tornare a scuola i bambini e gli adolescenti in sicurezza. Ecco che in questo contesto l’ONG, sollecita i governi di tutto il mondo in merito al diritto all’istruzione per le giovani madri e per le ragazze incinte, in Uganda come nel resto del mondo. Come ha affermato il direttore della comunicazione di Save the Children, Filippo Ungaro: “Anche i governi nazionali di tutto il mondo dovrebbero aumentare i loro budget per l’istruzione. I bambini ora devono essere messi in primo piano e al centro delle politiche decisionali.”.