UE: pronte diverse opzioni contro la Polonia

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L’UE ha annunciato che sono pronte diverse opzioni sul tavolo contro la Polonia. Si inasprisce così lo scontro tra Bruxelles e Varsavia sullo stato di diritto. La fine dello stato di diritto significherebbe la fine dell’Europa, ha avvertito il ministro degli Esteri lussemburghese Jean Asselborn. Non c’è spazio per un compromesso nella disputa con la Polonia sullo stato di diritto,ha fatto eco il ministro tedesco per l’Europa Michael Roth.

UE: pronte azioni contro la Polonia?

Continua il braccio di ferro tra Unione Europea e Polonia. Al centro del dibattito la recente sentenza della corte costituzionale polacca che mette in dubbio la sovranità dei trattati europei rispetto a quelli degli Stati nazionali. La Commissione europea ha ora esposto le possibili opzioni da intraprendere nei confronti della Polonia.

La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha affermato: “La recente sentenza della Corte costituzionale polacca mette in dubbio molte di queste cose. Siamo preoccupati per l’indipendenza dei giudici da tempo, perché l’immunità dei giudici è stata spesso rimossa senza giustificazione, questo minaccia l’indipendenza del sistema giudiziario che costituisce un pilastro dello stato di diritto. La situazione è peggiorata. La Commissione europea sta valutando attentamente la sentenza, posso già dirvi oggi che sono fortemente preoccupata perché mette in discussione le basi dell’Unione europea. Non possiamo permettere e non permetteremo che i nostri valori comuni siano messi a rischio. La Commissione agirà e le opzioni sono tutte note”.

Von der Layen ha poi elencato le opzioni sul tavolo: “La prima opzione è la procedura d’infrazione per impugnare legalmente la sentenza del Tribunale costituzionale polacco. Un’altra opzione è il meccanismo di condizionalità e altri strumenti finanziari. Questo è il denaro dei contribuenti europei. E se la nostra Unione sta investendo più che mai per far avanzare la nostra ripresa collettiva, dobbiamo proteggere il bilancio dell’Unione dalle violazioni dello stato di diritto. Il Governo polacco deve spiegarci come intende proteggere i fondi europei, vista questa sentenza della sua Corte costituzionale”. “Il destino della Polonia è l’Europa”, ha concluso la von der Leyen.

La risposta della Polonia

La Polonia respinge il centralismo dell’Unione europea”, ha affermato il primo ministro Mateusz Morawiecki, accusando il blocco di aver oltrepassato le proprie competenze, nel mezzo di una discussione sempre più profonda con Bruxelles sullo stato di diritto. “Le competenze dell’UE hanno confini chiari, non dobbiamo rimanere in silenzio quando quei confini vengono violati. Quindi stiamo dicendo sì all’universalismo europeo, ma diciamo no al centralismo europeo”, ha detto Morawiecki al Parlamento europeo a Strasburgo.

Morawiecki ha poi affermato: “Troppo spesso abbiamo a che fare con un’Europa dei doppi standard. Non dobbiamo lottare uni contro altri. Non dobbiamo cercare colpevoli dove non ci sono. La Polonia è attaccata in modo parziale e ingiustificato. Le regole del gioco devono essere uguali per tutti. Non è ammissibile che si parli di sanzioni. Respingo la lingua delle minacce e del ricatto. Per noi è una scelta di civiltà l’integrazione europea, noi siamo qui, questo è il nostro posto e non andiamo da nessuna parte, vogliamo che l’Europa ridiventi forte, ambiziosa e coraggiosa. L’Ue è una grande conquista dei paesi europei ed è una forte alleanza economica, politica e sociale ed è organizzazione più forte meglio sviluppata della storia, però la Ue non è uno Stato, lo sono invece gli stati membri della Ue. Gli Stati sono quelli che rimangono sovrani al di sopra dei Trattati. Nei trattati abbiamo concesso alcune competenze alla Ue ma non tutte le competenze”.


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