Ue: nessun accordo raggiunto per ridurre le emissioni

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Ieri a Bruxelles al Consiglio europeo straordinario l’Europa dell’ovest, quella centrale e dell’est si sono scontrate. Purtroppo i leader Ue non hanno trovato l’accordo finale sul regolamento della ripartizione degli sforzi per raggiungere l’obiettivo del taglio del 55% delle emissioni al 2030 rispetto al 1990 e la neutralità climatica al 2050. 

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Per raggiungere i nuovi target più ambiziosi, la Commissione ha tra le misure allo studio l’estensione del sistema dello scambio delle quote di emissione di CO2. Questo applicato attualmente alla produzione di elettricità, all’industria e all’aviazione domestica presenta due nuovi ambiti: il trasporto su strada e al riscaldamento. Una soluzione che non dispiace a Paesi come la Germania o ai nordici già avanti nella transizione ecologica. Mentre tra i Paesi più indietro è forte il timore dell’impatto su lavoratori e famiglie

La ripartizione tra gli stati membri

Punto importante del vertice è sicuramente il regolamento di ripartizione degli sforzi tra gli Stati membri. Tuttavia questo punto è stato stralciato dalle dichiarazioni finali. Nelle bozze dei giorni scorsi infatti si leggeva “La necessità di mantenere gli obiettivi nazionali nel quadro del regolamento della ripartizione degli sforzi e di preservare il suo vasto ambito per stimolare effettive misure nazionali“. Inoltre la distribuzione degli sforzi dovrebbe essere basata sui criteri dell’attuale regolamento. Un parametro che non ha trovato d’accordo l’Italia e i Paesi dell’Ovest. Mentre è difeso da quelli dell’Est a cui verrebbe chiesto un contributo ridotto.

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L’ottimismo di Ursula von der Leyen

La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, ha comunque mostrato ottimismo. “Un passo avanti c’è stato. Perché non sono stati chiamati in causa i target decisi al Consiglio europeo del dicembre scorso“. Dichiara. Nelle conclusioni finali si legge che il Consiglio europeo invita la Commissione a procedere rapidamente con il pacchetto legislativo insieme a un esame approfondito dell’impatto ambientale, economico e sociale a livello degli Stati membri. Von der Leyen conclude: “Tutti i settori devono contribuire agli obiettivi pro clima compresi i trasporti e le costruzioni. Ma è importante stabilire delle compensazioni sociali perché la trasformazione dell’economia a favore dell’ambiente deve essere equa“.