UE divisa sul nucleare: no del Lussemburgo all’etichetta green

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UE divisa sul nucleare

L’UE é divisa sul nucleare. La proposta della Commissione europea di classificare gli impianti nucleari e di gas naturale come investimenti verdi, è una delle battaglie politiche più accese in Europa in questo momento. Dopo la Spagna l’Austria e la Germania anche il Lussemburgo dice di no all’inserimento del nucleare nella tassonomia Ue. Dunque l’atomo continua a dividere. Perché non tutti sono così convinti che si possa oggi, grazie all’evoluzione della tecnologia, credere a un nucleare “pulito”.

UE divisa sul nucleare: perchè?

La Commissione europea ritiene che il gas naturale e il nucleare, abbiano un ruolo per facilitare la transizione verso un futuro basato sulle “rinnovabili”. Di parere opposto l’Austria e la Germania. Che il 31 dicembre ha dato l’avvio allo spegnimento di 3 delle sue 6 centrali. Essi ritengono che il problema dei rifiuti radioattivi ponga il nucleare fra le attività che non rispettano tale principio. Mentre oppongono un blocco pro-nucleare il Presidente francese Emmanuel Macron. Il più grande produttore di energia atomica d’Europa. Seguito dai primi ministri di Polonia, Ungheria, Romania, Slovacchia, Slovenia e Repubblica Ceca. Mentre il Italia si è divisi sull’opportunità di ritornare al nucleare, che non è percepito per lo più come green. Una decisione che non trova favorevole il leader della Lega Matteo Salvini. Già pronto a chiedere un nuovo referendum sul nucleare.

Non esiste un nucleare pulito

Il fabbisogno energetico del mondo è sempre stato una questione strategica. Intessuta di complesse manovre politiche a servizio di interessi economici e/o dei potenti. Oggi drammaticamente connotata dal “Non c’è più tempo”. Attualmente Usa, Russia, Cina, India, Giappone e Ue finanziano un colossale progetto di centrale a fusione, Iter, in costruzione a Cadarache (Francia). Un progetto che risulta obsoleto ancor prima della sua entrata in esercizio. Giorgio Parisi, nobel per la fisica si era divertito a ricordare, nell’assumere qualche anno fa la presidenza della Commissione scientifica sul decommissioning, che “il nucleare è più vecchio dei transistor“. Mentre recentemente in un’intervista ha dichiarato che per la quarta generazione degli impianti nucleari a fissione al momento esistono solo dei prototipi. “Che devono dimostrare la loro qualità” e che in ogni caso “sono sempre da escludere dove vive la gente. Tuttavia l’idea di riprodurre sulla terra il meccanismo energetico del sole, fascinosa negli anni ’60, è una delle toppe più clamorose della Fisica teorica.


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Il problema delle scorie

Riguardo alla gestione delle scorie, i cui costi sono ancora rintracciabili nelle bollette dell’eletricità, quelle del passato, sono distribuite tra i vari depositi regionali in attesa che venga realizzato il grande deposito nazionale. Che SOGIN, la Società Gestione Impianti Nucleari nata nel 1999, dovrà trattare e gestire in modo sostenibile e sicuro. Secondo un report di Legambiente si tratta di 31 mila metri cubi di rifiuti radioattivi. Collocati negli impianti di 8 Regioni. Intanto l’Unione Europea si esprimerà sulla tassonomia nei prossimi giorni. Poi, spetterà ai singoli Stati il da farsi.