Udienza generale di Papa Francesco: la verità si vede nei fatti e non nei discorsi

Udienza generale di papa Francesco. 13esimo incontro sui comandamenti: «non dire falsa testimonianza»

Oggi, 14 novembre 2018, sì è tenuta la 13esima udienza generale incentrata sui comandamenti consegnati da Dio sul Monete Sion agli ebrei per mezzo di Mosè. Oggi il Santo Padre ha trattato l’ottavo: «non dire falsa testimonianza».

Il Papà ha iniziato l’udienza esortando il passo del Catechismo della Chiesa Cattolica: «[questo comandamento] proibisce di falsare la verità nelle relazioni con gli altri». Immediatamente il discorso, non concentrandosi nell’affermare che non si debbano dire bugie, si è focalizzato nel senso più ampio del comandamento: «vivere di comunicazioni non autentiche è grave perché impedisce le relazioni, e quindi impedisce l’amore». Non solo le parole ma anche i gesti, gli atteggiamenti e «perfino i silenzi e le assenze» rientrano nella comunicazione.

«Ma cosa significa dire la verità? Significa essere sinceri?»

Essere nella verità non significa dire sempre tutto ciò che uno pensa: la parola può uccidere l’altro, le relazioni , tutto ciò che ci circonda e noi stessi. Si può dire la verità ma se decontestualizzata potrebbe essere mal interpretata. Tante volte confondiamo l’essere persone sinceri dimenticandosi di essere prudenti e discreti: «quante chiacchiere distruggono la comunione per inopportunità o mancanza di delicatezza!»

Il Papa, riportando il passo dell’interrogatorio e la passione di Gesù, spiega che il comandamento invita ad avere una vita sincera, coerente come Cristo ha «dato testimonianza alla verità» morendo in croce. Perché Cristo è «stato coerente: con quel suo modo di morire, Gesù manifesta il Padre, il suo amore misericordioso e fedele».

«Quali verità attestano le opere di noi cristiani, le nostre parole, le nostre scelte?»

I discepoli di Cristo vengono chiamati cristiani perché sono chiamati ad essere “altri Cristo”: Gesù è «la via, la verità e la vita». Siamo chiamati a essere figli di Dio ed essere coerenti nella nostra vita. la verità in una persona la si vede nei fatti e non nelle parole: «questa non si dice tanto con i discorsi, è un modo di esistere, un modo di vivere e si vede in ogni singolo atto».  Spesso noi giudichiamo una persone falsa perché i suoi discorsi non corrispondono ai fatti.

Questo l’invito di Papa Francesco ai cristiani e alla chiesa: essere coerenti nella vita con il Vangelo che la chiesa stessa proclama di seguire. I cristiani sono chiamati a vivere la verità che Dio, attraverso il suo Figlio, si è manifestato e ci ha manifestato il suo amore.

Il santo Padre ha affermato che si fida del Padre che lo ama e questo lo fa essere «veritiero e non bugiardo».

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Marius Veronesi

Marius Veronesi, nato il 17 agosto 1996, romano, studia filosofia presso l’università degli studi di Roma la Sapienza: i sui studi si concentrano nella filosofia teoretica: in particolar modo nello studio dei criteri gnoseologici nell’ambito metafisico. Oltre ad avere la passione per la filosofia, è appassionato di: liturgia, in particolare il rito romano; sociologia e psicologia, in precisione i fenomeni linguistici tra individui in contesto sia psicologico che sociale; musica classica, politica ed economia politica. Vedendo suo padre lavorare nel modo giornalistico, si appassiona e da quest’anno sta incominciando a intraprendere la carriera giornalistica. Già membro del consiglio direttivo dell’associazione “Pro Loco” del paese di Petrella Liri gestendo i social media dell'associazione; dal 2017 ha iniziato a collaborare con l'ufficio stampa dell'associazione culturale "Tota Pulchra"; collabora come freelance con la testata giornalistica “Periodico Daily” dell’associazione culturale di promozione sociale “L’Ancora”.

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