Ucrainagate: Congresso Usa autorizza procedura d’indagine per Impeachment di Trump

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Donald Trump: Camera del Congresso dice Sì a procedura d'indagine.

Ormai è ufficiale: la Camera del Congresso statunitense ha votato a favore delle procedure d’indagine per impeachment nei confronti di Donald Trump, in merito al presunto scandalo denominato Ucrainagate. Il presidente americano è accusato di aver esercitato notevoli pressioni sull’omologo ucraino Volodymyr Zelenskij, affinché portasse avanti un’inchiesta sul repentino licenziamento del magistrato Viktor Shokin che si stava occupando di un caso di presunta corruzione all’interno di un’azienda del gas gestita da Hunter Biden, figlio di Joe Biden, nonché uno dei principali avversari del tycoon di New York.

Il leader degli States avrebbe intimato al presidente ucraino che in caso di mancato aiuto gli avrebbe negato i rifornimenti militari americani.

Nancy Pelosi contro Donald Trump.

Nel corso della giornata del 31 ottobre, la Camera guidata dai democratici ha avallato l’indagine ufficiale nei confronti di Donald Trump con 232 voti favorevoli e 139 contrari. Prima dello scrutinio la speaker dell’organismo politico – nonché una delle principali accusatrici del presidente Usa – Nancy Pelosi, ha tenuto un discorso durante il quale ha lanciato un campanello d’allarme, affermando che la democrazia statunitense è a rischio. L’esponente politica ha affermato che il leader della Casa Bianca ha tradito il suo giuramento, e nel momento in cui ha dichiarato che grazie all’articolo 2 della Costituzione può fare ciò che vuole, ha lanciato una chiara sfida al principio della separazione dei poteri.

Dopo aver appreso del voto del Congresso, Trump ha tuonato su Twitter, rimarcando che quella nei suoi confronti è: «La più grande caccia alle streghe della storia americana».

Ucrainagate: i repubblicani sono compatti dalla parte di Trump

Durante la votazione ci sono stati due esponenti dei democratici che si sono espressi contro la risoluzione perché pare che stiano cercando consensi per la rielezione in distretti molto vicini al presidente americano. Il documento è costituito da circa 8 pagine redatte dal Comitato Regolamento della Camera formato da 9 dem e 4 repubblicani. Nel testo si richiede espressamente una maggiore trasparenza in merito alle attività investigative gestite fin qui da sei commissioni parlamentari sull’Ucrainagate.

Trump impeachment: la sua carta è la Cina

Questa strada è stata intrapresa anche a seguito delle numerose rimostranze del Partito Repubblicano, che la scorsa settimana aveva anche occupato la sala in cui fino a quel momento si erano tenute le audizioni dei testimoni, attaccando i democratici e accusandoli di svolgere le indagini con degli «interrogatori segreti». Al contempo era anche giunta una notifica firmata da Pat Cipollone, consigliere legale della Casa Bianca, contenente il rifiuto da parte dell’amministrazione Trump di collaborare ad un’inchiesta che non era stata affatto legittimata da un voto espresso dalla Camera dei rappresentanti.

Il Partito Repubblicano difende il leader Trump.

A questo punto, con il via libera alla procedura d’indagine che potrebbe sfociare nell’impeachment per Donald Trump, questi potrebbe anche vedersi danneggiato da un iter espressamente richiesto dal suo partito e dai propri collaboratori. Infatti, con l’avvio della trasparenza nella raccolta di prove e testimonianze, verranno resi pubblici i verbali delle audizioni già effettuate che non sarebbero affatto favorevoli all’inquilino della Casa Bianca.

Ad ogni modo, quasi certamente il presidente statunitense potrò avvalersi del pieno appoggio del suo partito. I repubblicani, votando contro la mozione presentata alla Camera del Congresso, hanno dimostrato di essere compatti e pronti a far quadrato attorno all’attuale leader. Di conseguenza, qualora dovesse arrivare un’istanza ufficiale per impeachment sull’Ucrainagate, i Gop potrebbero bloccare l’eventuale incriminazione facendo leva sulla maggioranza di cui godono al Senato. Difatti la procedura può andare avanti solo se ottiene i due terzi dei consensi da parte del Congresso.

La strategia di difesa a oltranza della posizione del presidente Trump si evince anche dalla dura reazione di Stephanie Grisham, portavoce della Casa Bianca, la quale ha definito senza mezzi termini una «vergogna» il tentativo di impeachment portato avanti dai democratici e soprattutto una palese operazione per «distruggere il presidente».