Ucraina: blackout per 10 milioni di persone

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Ucraina: blackout per 10 milioni di persone

Mentre l’inverno si avvicina e in alcune città le temperature sono scese sotto zero, in Ucraina 10 milioni di persone sono in blackout a causa degli attacchi russi contro le infrastrutture energetiche. Intanto, a Kherson sono state scoperte camere di tortura.

Blackout per 10 milioni di persone in Ucraina

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che oltre 10 milioni di ucraini sono senza elettricità dopo gli ultimi attacchi russi contro le infrastrutture energetiche del paese. Zelensky ha poi detto che la Russia è “uno stato terrorista che vuole portare agli ucraini solo più dolore e sofferenza”. Mosca, tuttavia, ha ribattuto dicendo che il blackout è solo colpa di Kyiv. “La riluttanza da parte ucraina a risolvere il problema, ad avviare negoziati. Il rifiuto di Kyiv di cercare un terreno comune porta solo a queste conseguenze”, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Peskov ha poi aggiunto che in questo contesto Mosca continuerà quella che definisce una “operazione militare speciale”, e i raid missilistici su obiettivi in ​​tutta l’Ucraina sono il risultato della mancata volontà di Kyiv di incontrarsi al tavolo dei negoziati.

Scoperte camere di tortura a Kherson

Intanto, dall’Ucraina arrivano altre notizie terribili. Secondo quanto riferito dal The Moscow Times, Dmytro Lubynets, un difensore civico ucraino, ha affermato che le entità delle torture scoperte nella citta di Kherson è “orribile”. “Non ho mai visto nulla del genere prima d’ora”, ha detto Lubynets, che poi ha riferito che le autorità hanno trovato camere di tortura dove dozzine di persone hanno subito torture inimmaginabili.

Numerosi russi cercano la cittadinanza armena

Un numero crescente di russi fuggiti all’estero a causa della guerra in Ucraina sta cercando la cittadinanza armena. Molti russi sono fuggiti per evitare di andare in guerra o perché avevano paura di essere incarcerati a causa delle loro opzioni anti-guerra. Molti si sono trasferiti negli Stati confinanti, come appunto l’Armenia. I russi che hanno deciso di rimanere in Armenia hanno avviato attività commerciali, organizzato eventi culturali e aperto bar e ristoranti.


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